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Profughi, varato il decreto Minniti

Venezia – “Sulla questione migranti avevo già riconosciuto che ci sono segnali di un cambio di rotta. Ora bisogna vedere i fatti, perché di parole, rimaste tali, ne abbiamo già sentite molte, e il problema è ancora lì che si ingigantisce giorno dopo giorno”. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commentando il varo ieri, nell’aula di Montecitorio, del decreto Minniti che regolamenterà la gestione dei profughi nel nostro paese.

Il così detto “decreto migranti” ha avuto infatti ieri il via libera definitivo dalla Camera dei deputati e prevede la sostituzione dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) con i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), creati in ogni regione e collocati di solito fuori dai centri abitati. Si tratterà di strutture volte al rimpatrio, da cui saranno esculse le persone in condizioni di vulnerabilità. Inoltre, il decreto prevede un taglio dei tempi di trattazione per le domande di asilo, proponendo, in aggiunta, l’assunzione di un organico di specialisti per la valutazione delle richieste.

“Frontex – riprende nel suo commento il presidente della Regione – ci informa proprio oggi che gli sbarchi sono aumentati del 30% rispetto al 2016 e che ci sono dati anomali sulla quantità dei soccorsi effettuati da navi di varie Ong. Non possiamo più accontentarci di presunzioni, perché c’è un bisogno stringente di azioni concrete, come espulsioni veloci, rimpatri efficaci, definizione urgente di accordi bilaterali con gli Stati di provenienza per l’identificazione in loco”.

Se dunque il giudizio del governatore del veneto sembra postivo, sul decreto Minniti e sulle nuove politiche in tema di profughi non mancano voci più critiche. Tra di esse anche quella del Psi veneto che interviene per mezzo del suo segretario regionale Luca Fantò. “Alla Camera non lo abbiamo votato” esordisce l’esponente socialista che definisce il decreto “un provvedimento ingiusto e inefficace nelle sue parti più significative”. Al momento del voto per altro i parlamentari del Psi sono usciti dall’aula.

“Il decreto Minniti – prosegue Fantò – contiene elementi apprezzabili, come l’inserimento dei migranti nei lavori socialmente utili e l’aumento del personale nelle commissioni territoriali, ma contraddice anche i principi di garantismo e di difesa dei diritti umani per cui ci siamo sempre battuti. La procedura unica per le espulsioni, l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto d’asilo, l’abolizione del contraddittorio, limitato da una procedura semplificata, il rito camerale, privo del dibattimento, sembrano assegnare i migranti ad una giustizia minore, una procedura specifica che solleva non pochi dubbi di costituzionalità”.

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