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Pd: “Centri profughi da chiudere ma con soluzioni”

Venezia – “Gli hub di Cona e Bagnoli si trovano in condizioni insostenibili. La loro chiusura però deve essere accompagnata urgentemente da più rapide procedure di identificazione dei profughi e dall’apertura di centri di dimensioni più piccole, come ha proposto il ministro degli Interni, Marco Minniti. In questo senso è fondamentale che ogni Regione, dunque anche il Veneto, si renda disponibile e si attivi per assicurare le soluzioni più adeguate: il sottrarsi a questo compito è irresponsabile e demagogico”.

Ad dirlo sono i consiglieri regionali del Pd assieme alla rappresentante di Amp, Cristina Guarda. “Siamo convinti – ribadiscono i consiglieri regionali di centrosinistra – che si debbano accelerare i processi di identificazione come proposto dal governo italiano che a livello europeo sta ponendo con forza sul tavolo il tema del superamento dell’inadeguato accordo di Dublino, sottoscritto dall’allora ministro Maroni. Inoltre, il recente accordo con la comunità libica rappresenta un passo in avanti per limitare l’afflusso di migranti dalle coste nordafricane”.

“A questo proposito – concludono – ricordiamo che la maggior parte dei profughi che arrivano in Italia sono originari di paesi africani che sopportano da anni pressioni dittatoriali e limitanti della libertà personale o addirittura incursioni di gruppi armati violenti come Boko Haram. Sono irrinunciabili il riconoscimento della dignità di ogni persona e la necessità di giustizia e assistenza umanitaria. La stessa assistenza e dignità che va assicurata nelle strutture di accoglienza: per questo riteniamo che le grandi strutture con migliaia di persone non siano adeguate”.

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