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Pedemontana, Pd Veneto: “Troppi punti non tornano”

Venezia – “La nuova convenzione con Sis, per quanto riguarda la realizzazione della superstrada Pedemontana, non è una semplice rimodulazione del piano finanziario. Qui si cambia in maniera radicale il rapporto tra chi concede e chi fa l’opera. E il rischio viene sostanzialmente spostato in carico alla Regione, e quindi ai veneti, mettendo invece il privato al riparo. Quello che la maggioranza propone, dopo aver rifiutato ogni nostra proposta alternativa, è un accordo al ribasso con tante ombre a partire dalle incertezze sui flussi di traffico e sugli incassi, a fronte invece della certezza del canone da pagare e dei rischi che ci si sta accollando sulle spalle dei cittadini”.

A parlare così, questa mattina, sono stati i consiglieri regionali del Partito Democratico Stefano Fracasso, Alessandra Moretti, Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Andrea Zanoni, Francesca Zottis e la consigliera Cristina Guarda del gruppo Alessandra Moretti presidente, nel corso di un incontro sulla nuova convenzione, la terza, per la realizzazione della Superstrada pedemontana veneta.

“Per quanto riguarda l’aspetto delle proiezioni del traffico, queste – hanno evidenziato i consiglieri – si basano sull’assunto che il trend sarà equivalente a quello registrato sulla A4 dal 1970 al 2010, ma nel 1970 il tasso di motorizzazione era del 209×1000, nel 2001 del 584, nel 2009 del 601. Ed è difficile pensare che dal 2020 al 2059 il tasso di motorizzazione cresca come in passato. Stime prudenziali, che assumono il tasso di crescita medio europeo (1,26% anno), generano minori entrate da tariffa per quasi 2 miliardi. Differenza che dovrebbe essere colmata con ulteriori risorse del bilancio regionale”.

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