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Da sinistra: Fulvio Zugno, presidente di Ascopiave, Valter Orsi, sindaco di Schio, e Roberto Gumirato, direttore generale di Ascopiave
Da sinistra: Fulvio Zugno, presidente di Ascopiave, Valter Orsi, sindaco di Schio, e Roberto Gumirato, direttore generale di Ascopiave

Pasubio Group, formalizzata la vendita ad Ascopiave

Schio – La società Pasubio Group, che gestisce le reti di distribuzione del gas naturale in vari comuni, soprattutto dell’alto vicentino, è passata di mano. Si è infatti concluso oggi l’iter che ha portato, con la firma degli otto comuni interessati, alla vendita della società partecipata. Tutta l’operazione era iniziata per volontà dei consigli comunali degli otto enti proprietari, vale a dire Schio, Thiene, Malo, Valdagno, Torrebelvicino, Montecchio Maggiore, Monteviale e Brendola, che avenvano inserito Pasubio Group tra le aziende dismissibili.

Gli otto comuni proprietari avevano quindi sottoscritto una convenzione per regolare la vendita, nominando Schio come comune capofila. Schio si è fatto carico di dare alla vendita evidenza pubblica, come previsto dalla legge, con un’asta che nella sua prima battuta era andata deserta. Al secondo tentativo la società Ascopiave si è aggiudicata la gara. La seconda azienda classificata aveva presentato ricorso, che il comune capofila ha vinto in due gradi di giudizio. Oggi, nella sala giunta del Comune di Schio, i legali rappresentanti degli otto comuni, hanno apposto la firma ufficiale che conclude la vendita delle rispettive quote di partecipazione.

“E’ davvero un bel risultato – ha commentato il sindaco scledense, Valter Orsi, – ed è la dimostrazione che quando c’è una forte volontà territoriale per il raggiungimento di obiettivi comuni, i risultati premiano l’impegno e mutano le fatiche in soddisfazioni. Queste sono risorse fresche che entrano nelle casse dei comuni per lo sviluppo della città”. La vendita è stata effettuata per una somma complessiva che supera i 21,3 milioni di euro. A questo importo andranno ad aggiungersi altre entrate derivanti dal ripristino dei canoni dovuti dall’azienda concessionaria ai comuni.

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