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In mostra il Crocifisso di Araceli. La visita del vescovo

Vicenza – Nel giorno del Venerdì Santo, il 14 aprile, le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo accoglieranno a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, che in questi giorni, e fino al 14 maggio, ospita il monumentale Crocifisso di Araceli, la visita del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. A conclusione del rito della Via Crucis, presieduta dal vescovo, alle 15, nel vicino Tempio di Santa Corona, dalle 16 alle 18, si potrà accedere alle Gallerie dove, nello spazio espositivo in cui è accolta la scultura, sarà proposto un momento di meditazione musicale, con antichi inni sacri, a cura della Libera Cantoria Pisani, diretta dal maestro Filippo Furlan.

La musica si alternerà alla lettura tematica dal titolo “Il sole nelle tenebre”, un breve racconto che attraversa episodi della storia devozionale della scultura sacra, ripercorrendo la sua antica memoria. Secondo la tradizione, infatti, il Crocifisso sarebbe stato rinvenuto a seguito di una rovinosa piena del torrente Astico, nei pressi di Vicenza, ed è sempre stato considerato prodigioso. Per l’occasione, l’ingresso all’esposizione dedicata al Crocifisso di Araceli sarà gratuito.

Il Crocifisso di Araceli, restaurato da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto Restituzioni, è tornato in città il 3 marzo scorso. Dopo il restauro e l’esposizione nella mostra “La bellezza ritrovata”, nel 2016, alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala a Milano, il Crocifisso si propone dunque ora al pubblico di Vicenza in un allestimento che esalta la bellezza di questa scultura lignea del tardo Duecento, uno dei pochissimi esemplari presenti in Veneto.

Un articolato programma di iniziative collaterali accompagnerà l’esposizione del Crocifisso anche nei giorni di Pasqua e pasquetta, con attività per adulti e famiglie. Nello stesso periodo saranno a disposizione del pubblico anche gli altri due progetti espositivi, ovvero “Le ambre della principessa. Storia e archeologia dall’antica terra di Puglia” e “Ritratto di città. La Vicenza di Palladio nelle vedute di Zuccarelli”.

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