Il bosco di Asiago - Foto tratta da: www.mountainblog.it (CC)
Il bosco di Asiago - Foto tratta da: www.mountainblog.it (CC)

Il bosco di Asiago ottiene la certificazione FSC

Asiago – Importante riconoscimento per il bosco di Asiago, che ha ottenuto la certificazione Fsc, Forest Stewardship Council, che dal 1993 riconosce i prodotti che impiegano legno proveniente da foreste e piantagioni gestite in maniera corretta e responsabile. La certificazione si inserisce idealmente in un solco tracciato dai due grandi personaggi dell’Altopiano o legati ad esso, vale a dire Mario Rigoni Sterni, nativo di Asiago, ed Ermanno Olmi, per il quale Asiago è tutt’ora il buen retiro, entrambi sostenitori di un rapporto più intimo, confidenziale ed armonico con la terra, i suoi ritmi e i suoi fragili equilibri.

Il bosco di Asiago è il secondo bosco veneto certificato Fsc, e la certificazione di Gestione forestale responsabile giunge a soli due mesi di distanza da quella rilasciata ai 320 ettari di boschi dell’Associazione forestale di pianura, che interessa le pinete di Eraclea Mare e Porto Santa Margherita e il più grande bosco planiziale del Veneto, ovvero i 120 ettari dei boschi Prasaccon e Bandiziol di San Stino di Livenza.

Il bosco di Asiago occupa la porzione centrale e nord orientale dell’Altopiano, con un’estensione di circa 6 mila ettari. Grazie alla tradizionale gestione locale, ad un’attenta pianificazione e all’applicazione di criteri di sostenibilità risulta oggi una delle estensioni forestali più importanti del Veneto. La foresta originaria, come per la maggioranza dei boschi italiani, non trova riscontro nel territorio odierno. Uno degli aspetti che ha più condizionato l’area è stata la Prima guerra mondiale, a causa della quale circa il 60% del patrimonio forestale è stato distrutto.

Tuttavia, alla fine del conflitto è iniziata una massiccia opera di ripopolamento, che ha portato nel tempo i boschi all’assetto attuale. Le strutture forestali oggi variano dal bosco misto di faggio e di abete rosso e bianco, a quello puro di abete rosso, con tutto il corredo tipico delle piante del sottobosco. Alle quote più alte predomina invece il lariceto e il mugheto. La gestione responsabile di questa risorsa preserva da secoli un immenso contenitore di biodiversità, che fornisce legname da lavoro e per uso domestico, cibo e riparo per la vasta gamma di specie animali che la popolano durante tutte le stagioni dell’anno.

La certificazione Fsc, che garantisce la gestione responsabile delle aree boschive secondo alti standard ambientali, sociali ed economici, è stata ottenuta a marzo di quest’anno come parte integrante del piano di gestione di forestale chiamato Piano di Riassetto e in continuità con la tradizione di uso attivo e responsabile della risorsa boschiva. La superficie forestale certificata FSC in Italia si attesta sul valore complessivo di poco più di 52 mila ettari e, su scala internazionale, raggiunge circa 187 milioni di ettari in 80 Paesi. Il ruolo trainante nella Catena di custodia spetta ai settori carta (produzione e commercio) e stampa-editoria. Nell’insieme i due settori determinano oltre il 60% delle certificazioni Catena di custodia in Italia. La terza piazza è occupata dal settore degli arredi

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