Fisac Cgil: “Equitalia, gestione dilettantesca”

Vicenza – “Gestione dilettantesca, imbarazzante incapacità organizzativa”. Non usa mezzi termini la Fisac Cgil nel lanciare i suoi strali contro il top management di Equitalia, soggetto pubblico che per altro, nei prossimi mesi, dovrà cambiare nome ed assetto, e speriamo anche modo di operare, almeno in base a quanto il sindacato oggi mette in evidenza. ma la cosa più sconcertate, tipicamente italiana, è che alla inettitudine delle alte sfere si contrappone, per fortuna una forza lavoro, più in basso, che opera con responsabilità e professionalità. Insomma, meno male che c’è chi lavora, in un Bel Paese che è invece ostaggio, nelle stanze dei bottoni, del clientelismo e di una classe politica che pensa sopratutto a spartirsi potere e privilegi.

“I due mesi di condono – spiega infatti Fisac Cgil – hanno fatto emergere tutta l’inadeguatezza organizzativa di Equitalia in termini di programmazione operativa e di servizio fornito all’utenza. Ancora nel luglio del 2015 i sindacati avevano chiesto alla direzione aziendale di applicare le previsioni contrattuali che avrebbero dato la possibilità di un più lungo orario di apertura dello sportello perchè già allora, pur in momento di attività ordinaria la situazione era assai complicata. Equitalia rifiutò, dichiarando che non sussistevano i presupposti. Oggi siamo a questo punto, con gli utenti che si riversano in strada ad attendere di entrare nei locali saturi, con tempi di attesa sempre più lunghi. La cosa non era imprevedibile, ma prevista da mesi”.

“Solo il profondo senso di responsabilità – continua il sindacato – delle colleghe e dei colleghi, che ogni giorno ci mettono la faccia e che, ben oltre i loro doveri, cercano in ogni modo di aiutare i cittadini, sta consentendo di evitare il collasso definitivo. E’ inaccettabile che Equitalia, presidio dello Stato sul territorio, prosegua con una gestione dilettantesca di un servizio così importante per la cittadinanza. Dal primo luglio Equitalia cambierà nome e assetto: ci auguriamo a questo punto che cambi anche il top management, perchè non è sufficiente riportare denaro nelle casse dello Stato. Bisogna farlo anche rispettando i cittadini e i lavoratori”.

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