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Banca Popolare di Vicenza, servono 3,3 miliardi

Vicenza – Prosegue, passando per la Bce e la Banca d’Italia, l’accidentato cammino di Banca Popolare di Vicenza verso la fusione con Veneto Banca e verso un risanamento complessivo della disastrata situazione. Come è noto, le due banche hanno chiesto allo Stato di accedere al sostegno finanziario straordinario e temporaneo per la ricapitalizzazione precauzionale, una misura che però dovrà avere il via libera dalla Banca Centrale Europeae e per questo, nei giorni scorsi i due amministratori delegati, Fabrizio Viola e Cristiano Carrus, sono volati a Francoforte.

Fabrizio Viola
Fabrizio Viola

Adesso BpVi ha ricevuto dal Ministero dell’Economia e delle finanze due lettere, redatte dalla Bce, indirizzate allo stesso Ministero, che confermano “la sussistenza dei requisiti necessari per accedere alla ricapitalizzazione precauzionale, in conformità alla normativa vigente”. La Bce quantifica in 3,3 miliardi di euro la cifra di cui Banca Popolare di Vicenza ha bisogno. “Sulla base dei coefficienti patrimoniali consolidati al 31 dicembre 2016 – si legge in una nota della popolare vicentina – la banca è attualmente solvente, rispettando i requisiti minimi di capitale stabiliti dall’articolo 92 regolamento (Eu) no 575/2013. Non risultano invece rispettati i requisiti di capitale di Pillar 2 e di Combined Buffer“.

Inoltre “i risultati dello stress test del 2016 – continua BpVi – hanno registrato uno shortfall, solo nello scenario avverso, nel parametro del Cet 1 fully loaded a fine 2018 pari a -3,19%, da mettersi in relazione con una soglia dell’8% e con un livello di Total Capital ratio dell’11,5%. Tale shortfall si traduce, secondo Bce, in un fabbisogno di capitale di 3,3 miliardi di euro. Tale fabbisogno servirà poi a definire l’ammontare effettivo di ricapitalizzazione precauzionale oggetto di determinazione da parte delle autorità competenti”.

“L’istanza – conclude l’istituto di credito berico – per ricevere la garanzia statale su ulteriori 2,2 miliardi di euro di proprie emissioni obbligazionarie è finalizzata a stabilizzare il profilo di liquidità, rafforzando la counterbalancing capacity che, nelle ultime settimane, è stata negativamente influenzata dalla situazione di incertezza. L’intenzione di accedere alla ricapitalizzazione precauzionale è finalizzata a realizzare il rafforzamento patrimoniale richiesto dalla Bce nell’ambito del processo Srep e necessario ad implementare il nuovo piano industriale 2017-2021, nel quale è prevista la fusione con il Gruppo Veneto Banca”

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