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Banca Popolare di Vicenza in assemblea

Vicenza – Assemblea dei soci di Banca Popolare di Vicenza, quest’oggi, presso i locali della Fiera. I lavori assembleari si sono aperti alle 10, con l’intervento del presidente dell’istituto di credito vicentino, Gianni Mion, e come da prassi per Bpvi, ormi da tempo, sono continuati all’insegna dell’amarezza e dell’indignazione dei troppi soci risparmiatori che hanno perso tutto e che purtroppo non vedono ancora una luce in fondo a tunnel. L’assemblea si è conclusa nel pomeriggio, con l’approvazione, scontata, di tutti i punti in discussione

Punto centrale all’ordine del giorno era l’esame ed approvazione del bilancio di esercizio del 2016, che fa registrare perdite pesanti, pari a quasi due miliardi di euro. Un’assemblea che per altro è stata accompagnata da un protesta dei sindacati dei bancari, proprio fuori dalla Fiera, ed aperta, dopo l’intervento di Mion, da quello del loro rappresentate, Nando Parisotto, di Fisac Cgil, che ne ha dato notizia ai soci sottolineando che i dipendenti sono determinati a non accettare il ruolo di capro espiatorio.

Gianni Mion
Gianni Mion

Per quanto riguarda i vari interventi, da segnalare quelli di alcune associazioni di consumatori che hanno puntato il dito accusatorio anche contro gli attuali vertici, chiedendo per altro che sia intrapresa una azione di responsabilità nei confronti del top management del 2016, vale a dire Francesco Iorio e Stefano Dolcetta. Toni duri  anche in quanto ha detto Luigi Ugone, dell’associazione Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza, che ha annunciato il voto contrario dei rappresentati dell’associazione sui punti oggi in agenda.

Fabrizio Viola
Fabrizio Viola

Tra questi punti c’era anche la riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione, da undici a nove, e la conferma del mandato di amministratore delegato della banca a Fabrizio Viola, cooptato dal Cda nel dicembre 2016 ed in scadenza proprio con l’assemblea di oggi. A proposito del manager, tra i soci non è mancato chi ha posto l’attenzione sul fatto che, nei giorni scorsi, la magistratura di Milano ha disposto per lui l’imputazione coatta, con riferimento al periodo in cui era ad del Monte di Paschi di Siena ed infuriava la crisi di Mps che tutti conosciamo. E’ opportuno, è stato il dubbio sollevato, che Viola sia ora al vertice di BpVi, in un contesto così delicato?

Applaudito anche l’intervento dell’avvocato Bertelle, in rappresentanza di una associazione dei risparmiatori, soprattutto quando ha posto l’accento sulla aggredibilità legale dei beni dell’ex presidente di BpVi Gianni Zonin, una aggredibilità che è forse sempre minore con il passare del tempo. Perché non si fa qualcosa, ha chiesto in buona sostanza, per evitare che i risparmiatori azzerati si trovino con un pugno di mosche in mano anche in caso di vittoria legale finale?

Da segnalare inoltre, come dicevamo in apertura, che durante le prime ore dei lavori assembleari, davanti alla sede di Fiera di Vicenza, c’è stato un sit di protesta da parte dei sindacati dei lavoratori bancari, che naturalmente non ci stanno di fronte all’ipotesi che alla fine siano loro gli unici a subire, con pesanti tagli all’organico, le più pesanti conseguenze della mala gestione del passato. Hanno aderito e partecipato tutti i sindacati della categoria.

Merita infine porre anche l’accento sul fatto che, nelle stesse ore, si sta tenendo una analoga assemblea di Veneto Banca, l’altra popolare veneta acquisita dal Fondo Altlante. Le due banche vanno verso una fusione, ed hanno oggi lo stesso amminsutratore delegale, ovvero Fabrizio Viola.

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