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Lo striscione appeso a Vicenza, il 25 aprile, da Lotta Studentesca - Forza Nuova
Lo striscione appeso a Vicenza, il 25 aprile, da Lotta Studentesca - Forza Nuova

25 aprile, la provocazione di Forza Nuova

Vicenza – C’è anche un altro 25 aprile, oltre a quello della stragrande maggioranza degli italiani che, per fortuna hanno principi ispirati alla libertà e alla tolleranza, e che quindi condannano ciò che nella storia ha rappresentato il fascismo, una dittatura che non consentiva il minimo dissenso, che è stata prona e succube nei confronti del razzismo assassino nazista, e responsabile della vergogna nazionale delle leggi razziali del ’38. Non c’è lealtà e parola data che tenga, insomma, di fronte a ciò che stato il Terzo Reich. Quindi la storia non può assolvere Salò e quella parte d’Italia che era avversaria della Resistenza.

La storia no, ma l’Italia veramente democratica non nega cittadinanza a chi “stava dall’altra parte” e certamente non censura un certo modo di pensare, pur prendendone le distanze e considerandolo distorto. Ed eccoci arrivati all’altro 25 aprile, e non ci riferiamo tanto a quello, comunque equilibrato, dell’assessore regionale Elena Donazzan, oggi in preghiera alla Foiba Bus de La Spaluga di Lusiana, quanto piuttosto a quello dei giovani di Lotta Studentesca e di Forza Nuova di Vicenza, che hanno messo in atto una provocazione piuttosto dura.

All’insegna dello slogan “Abolire la ricorrenza del 25 aprile”, la notte scorsa hanno infatti appeso, in via Mercato Nuovo, a Vicenza, uno striscione con su scritto “Non vi libererete mai di noi”. A parte le facili battute che qualcuno, vedendolo, certamente dentro di sé ha fatto, corre l’obbligo di segnalare che il blitz è stato poi anche annunciato dall’estrema destra vicentina con un comunicato stampa che il lettore può trovare, nella sua versione integrale, in questa pagina allegata.

Naturalmente non lo commentiamo, il dovere di cronaca e l’amore per la coerenza democratica ci impongono invece di darne notizia. Ci premeva tuttavia prenderne le distanze, e avvertire il lettore di qualche esagerazione che troverà nello scritto. Ad esempio, non neghiamo, certo, che dopo la guerra ci siano state epurazioni e atti di violenza, tuttavia a nostro modesto avviso sono stati assai più numerosi i fascisti che nel ’45 si sono riciclati con soddisfazione nella nuova nazione rispetto a coloro che invece hanno sofferto per i loro trascorsi con il braccio teso.

E’ perfino una mezza vergogna nazionale che non ci sia stato, in Italia, un processo per crimini di guerra dato che, quantomeno in Africa e nei Balcani, certamente ne abbiamo commessi. Insomma, tutti d’accordo sulla ricerca di una grande pacificazione nazionale, che del resto già c’è stata, ma la storia non si può stravolgere. Ed anche la parola “Libertà” va usata con cognizione di causa…

F.O.

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