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Voucher, Petteni (Cisl): “Governo incoerente”

Vicenza – Seconda giornata oggi del diciottesimo congresso di Cisl Vicenza che, come diciamo in altra pagina, si è concluso con la conferma del segretario, Raffaele Consiglio, e della sua segreteria. Il congresso, è stato detto, vuole essere un momento di riflessione sui grandi temi legati al territorio vicentino, ma non ha mancato di riflettere anche su argomenti nazionali, come quello che tiene banco in questi giorni e che chiama direttamente in causa il sindacato, ovvero il dibattito sui voucher e il lavoro in generale, temi su cui potremmo votare il 28 maggio se il governo non interverrà sulla normativa per rendere inutile il referendum. Sembra comunque che l’intervento sulla legge ci sarà, che si sia insomma pronti a tutto pur di evitare la consultazione popolare…

Gigi Petteni
Gigi Petteni

Tra gli ospiti del congresso della Cisl vicentina c’era anche Gigi Petteni, membro della segreteria nazionale della Cisl, come responsabile del mercato del lavoro.  Ha usato parole molto dure commentando quanto avviene riguardo alla questione dei voucher.

“Il governo è incoerente – ha detto -. Per mesi, e fino all’altro giorno, noi di Cisl abbiamo lavorato per il contenimento dei voucher. E il governo, dal canto suo, quando avrebbe dovuto restringerne e limitarne l’uso, rispondeva che non era opportuno, mentre ora, invece che a una correzione, pensa a una cancellazione. Noi non ci stiamo, perché il lavoro è una cosa seria e i lavoratori vanno rispettati: vogliono cancellare i voucher per poi ripresentarli sotto falso nome dopo le elezioni amministrative. È la dimostrazione che la politica non può modificare la realtà: il lavoro cambia e sta cambiando, e la politica è inadeguata a capire e a cogliere i cambiamenti del lavoro. Ecco perché le forze sociali devono riprendere il ruolo della contrattazione, il ruolo dei corpi intermedi, perché la politica dimostra ogni giorno che, nel contatto con la realtà, può solo creare disastri, facendo retrocedere questo Paese che invece ha grandi potenzialità”.

Riguardo al tema ampio delle politiche attive, Petteni ha ricordato che esse “non sono solo uno spot, cosa a cui stiamo oggi assistendo, che vede qualcuno intento a cercare il centro per l’impiego più efficiente, pulito e preparato, magari del Sud, per presentare i 30 mila assegni di ricollocazione che da sei mesi ci vengono sventolati davanti. Politiche attive vuol dire che ogni lavoratore che perde il posto deve trovare un sistema che lo accompagni e lo supporti”.

“Quando abbiamo strappato strumenti come la detassazione – ha poi concluso -, in pochi mesi sono stati fatti 19 mila accordi nelle fabbriche tra sindacato e imprese. Ciò dimostra che dal basso c’è una vitalità che dobbiamo avere la capacità di sostenere, con strumenti e politiche adeguati. I temi del lavoro non vanno affrontati né con i sì né con i no, ma è arrivata la stagione di nuovi incontri tra impresa e mondo del lavoro. Le imprese vincenti sono quelle dove i lavoratori sono partecipi nei processi organizzativi. Crediamo che la partecipazione sia il futuro per un lavoro di qualità”.

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