Voucher, Confcommercio: “Pastrocchio all’italiana”

Vicenza – “Il governo ha scelto la via più facile: anziché rivedere l’utilizzo dei voucher, aprendo un serio dibattito con le parte sociali, ha semplicemente pensato di eliminare il problema abolendoli. Una decisione che spiazza tutte le categorie economiche, ma anche quella parte del movimento sindacale che non demonizzava i buoni lavoro”. Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza non usa mezzi termini sulla decisione di abolire l’uso dei voucher per il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionali.

“E’ l’ennesimo pastrocchio all’italiana – è il suo duro commento – non si può trattare una materia così delicata con un decisionismo improvvido, chiaramente influenzato da una visione demagogica. Sarebbe stato meglio arrivare al referendum. Se la politica non è capace di decisioni sagge perché si fa trascinare dalle strumentalizzazioni, allora meglio affidarsi alla volontà popolare. Nessuno ha mai negato che ci fosse stato un utilizzo non coerente dei voucher da parte di qualcuno, ma si trattava di migliorare questo strumento, non di buttare al macero i buoni lavoro. E’ mancato il coraggio, anzi direi la capacità, di pensare ad una riforma. Va detto, tra l’altro, che nell’ottobre scorso era stata introdotta una tracciabilità nell’utilizzo dei voucher, che si stava rivelando già un utile strumento di controllo del fenomeno”.

Ora, secondo Confcommercio, questa abolizione, anziché risolvere il problema, rischia di consegnare all’economia sommersa la maggior parte delle prestazioni lavorative rese attraverso i buoni lavoro. Infatti altre tipologie flessibili, come il contratto a chiamata, sono utili, ma allo stesso tempo appesantite da non poche procedure burocratiche e non rispondono alle stesse esigenze per le quali erano stati pensati e, nella maggior parte dei casi, utilizzati i voucher.

“E’ pur vero che – conclude l’associazione dei commercianti -, dalle prime anticipazioni sul testo del decreto legge, sembrerebbe sia previsto un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2017, in cui si potrà continuare ad utilizzare i buoni lavoro già acquistati prima dell’emissione della norma. Ma l’abolizione dei voucher creerà certamente un vuoto, facendo cadere la copertura previdenziale e assicurativa in caso di collaborazioni occasionali e saltuarie”.

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