Vicenza, la danza al Cinema al Ridotto

Vicenza – Due titoli dedicati alla danza, in aprile, nella stagione di Cinema al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Il primo è una nuova produzione del Teatro Bolshoi di Mosca, che verrà trasmessa martedì 4 aprile, alle 20, dal titolo “Una serata contemporanea”. Si tratta di uno spettacolo composto da tre pezzi di maestri della coreografia del novecento, interpretati dal corpo di ballo e dai primi ballerini del tempio mondiale del balletto. Un capolavoro riconosciuto è invece il balletto in programma martedì 11 aprile, alle 20.15. E’ “Jewels”, coreografia di George Balanchine, che sarà trasmesso in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Londra.

Nel primo titolo in programma, “Una serata contemporanea”, la compagnia del Bolshoi apre le porte al grande pubblico delle sale cinematografiche per questo incontro a tre con maestri della coreografia contemporanea come Jerome Robbins, con “The Cage”, su musica di Igor Stravinsky, Alexei Ratmansky con “Russian Seasons”, musica di Leonid Desyatnikov, e Harald Lander, che firma “Études” su musica di Carl Czerny. Ne vengono fuori  due ore e 40 minuti di danza allo stato puro, un connubio originale tra l’energia Robbins, la maestria di Lander e l’arguta genialità di Ratmansky.

Jerome Robbins, ballerino, coreografo, regista, creatore di commedie musicali, fu una delle menti del New York City Ballet; ha contribuito a creare, a fianco di Balanchine, il nuovo balletto americano. “The Cage” fu presentato per la prima volta a New York nel 1951 e mette in scena una società femminile di insetti dall’aspetto umano, con abitudini feraci nei confronti dei maschi antagonisti.

“Russian Seasons”, il secondo brano in programma, è invece un balletto creato nel 2006 da Alexei Ratmansky per il New York City Ballett ed è basato sull’omonima partitura di Leonid Desyatnikov che attraversa le stagioni e il calendario russo ortodosso. Ratmansky è noto al pubblico italiano per le sue ricostruzioni di balletti dell’età imperiale, presentate con successo al Teatro alla Scala. Ballerino classico prima, coreografo poi, è un talento puro, che divide la sua vita tra Mosca e New York, inserito nelle correnti attuali della danza ma anche legato al glorioso repertorio russo-sovietico. È lo specchio di una sintesi riuscita tra l’eredità del passato e una percezione viva della contemporaneità.

“Études” è il brano conclusivo, un balletto del 1948, che rappresenta un omaggio alle faticose sedute di allenamento del balletto classico e alla danza classica in generale; è considerato il capolavoro di Harald Langer, ballerino e coreografo danese del XX secolo, a lungo direttore artistico del Royal Danish Ballet.

Venendo al secondo appuntamento al Cinema, quello dell’ 11 aprile, ovvero “Jewels”, debuttò nel 1967 a New York ed è un balletto di pura danza, diviso in tre atti, ognuno dedicato ad una pietra preziosa. Le gemme corrispondono alle tre grandi scuole della danza classica, ovvero la francese, l’americana e la russa. Sono anche le tre scuole che hanno maggiormente influenzato il percorso artistico del grande coreografo Balanchine. Il celebre trittico, ispirato alle gioiellerie della Fifth Avenue di New York, è un tributo alle donne e alle città di Parigi, New York e San Pietroburgo.

La leggenda, alimentata anche da rivelazioni dello stesso Balanchine, vuole che furono proprio New York e le affascinanti vetrine di gioielli, le prime fonti di ispirazione per realizzare un balletto che è diventato l’elogio della bellezza della danza. “Jewels “ è suddiviso in tre parti: la prima Smeraldi (“Emeralds”) rappresenta l’omaggio poetico alla scuola romantica francese; la seconda Rubini (“Rubies”) è un plauso alla tradizione americana dei musical di Broadway e al Jazz; l’ultima, Diamanti (“Diamonds”) è invece l’evocazione della tradizione e dei classici del balletto russo. Biglietti anche online sul sito del teatro www.tcvi.it.

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