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Vicenza, in molti al convegno su “Donne e salute”

Vicenza – C’è stata una notevole partecipazione, questa mattina, al convegno “Donne e salute: un nuovo approccio alla medicina’, organizzato dalle donne di Cgil e Spi, presso l’Istituto Montagna di Vicenza. Presenti molte studentesse e studenti della scuola, che ha un indirizzo socio sanitario, e del vicino Istituto Boscardin, che ha un indirizzo di biotecnologia con articolazione sanitaria. L’obiettivo era quello di capire bene se e come le differenze legate al genere agiscono sulla salute e sull’insorgenza e il decorso di molte malattie, nonché sugli effetti delle terapie.

Ha introdotto i lavori del convegno Marina Bergamin, della Cgil vicentina, e hanno portato il loro saluto Domenico Caterino, dirigente scolastico del Montagna, e Everardo Dal Maso, consigliere comunale a Vicenza con delega alle pari opportunità. Si è poi entrati nel vivo con una relazione della ginecologa padovana Antonella Agnello, che ha messo in luce le differenze ancora ignorate nella medicina e la necessità invece di valutarle bene, per garantire la scelta delle terapie per uomini e donne.

Di salute psichica, in particolare delle adolescenti, ha parlato invece la psicologa Maria Luisa Quadri, tratteggiando un quadro problematico: disturbi psichici e disturbi alimentari sono in aumento, e non risparmiano nessuna. E se, per le ragazze, anche giovanissime, il problema dell’autostima è importante, nelle donne adulte i fattori di rischio sono stress, sovraccarico di lavoro, isolamento, dipendenza. L’assistente sanitaria Matilde Tomasi, dell’Ulss 7 Pedemontana, ha poi raccontato come, ai tre screening classici (pap test, mammografia e ricerca di sangue occulto), se ne sia aggiunto un altro assai importante: quello cardiovascolare. I problemi cardiaci, per tanto tempo sono stati considerati appannaggio maschile, invece non è così.

L’ultima relazione, fatta da Lucia Pavanati, dirigente medico dello Spisal della Ulss 7, ha messo in evidenza come anche la salute e la sicurezza nel mondo del lavoro debbano essere considerate, ricercate e promosse in un’ottica di genere e debbano riguardare tutti i tipi di lavoro. Infine, le conclusioni politiche sono state affidate a Rosanna Bettella, responsabile regionale del Coordinamento donne Spi.

“E stata una buona giornata – ha commentato Marina Bergamin -, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi: riconfermare il nostro impegno sul welfare e sui diritti delle donne, fruitrici di medicina e attrici primarie nella medicina e nel sociale, ed avviare una riflessione con le ragazze, quelle che diventeranno domani le colonne portanti del sistema socio sanitario”.

“Vogliamo continuare – ha poi concluso la sindacalista – con il nostro osservatorio sulla salute delle donne, intendiamo vedere come stanno oggi i consultori e vogliamo riprendere il tema della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, che rischia di essere impraticabile per il numero esorbitante di obiettori di coscienza, anche a Vicenza. E vogliamo vigilare perché il fenomeno drammatico della violenza sulle donne e i femminicidi vengano estirpati e i centri antiviolenza possano vivere ed essere di aiuto alle donne di tutte le età. L’insieme di questi problemi non è solo una questione di donne, ma deve interessare e vedere protagoniste sia donne che uomini. E deve andare oltre l’8 marzo”.

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