Vicenza, al Coespu la “Protezione di Genere”

Vicenza – Cerimonia di chiusura del quinto corso di Protezione di Genere ieri mattina al Coespu (Centro di eccellenza dei carabinieri per le stability police units) di Vicenza. Vi hanno preso parte 32 funzionari di polizia, tra cui 17 donne, provenienti da 14 paesi stranieri: Bangladesh, Benin, Camerun, Cile, Gabon, Ghana, Giordania, Malesia, Mauritania, Nepal, Romania, Senegal, Uganda, Ucraina. Particolarmente rilevante la componente femminile, in continua ascesa, a testimonianza del valore aggiunto apportato dalle donne nel contesto della strategia delle Nazioni Unite per la gestione delle crisi internazionali.

“In questi anni – spiega una nota del Coespu -, l’intervento umanitario post-conflitto a tutela delle fasce più deboli della popolazione, storicamente rappresentate da donna e minori, è cresciuto sensibilmente grazie allo sforzo condotto dalle Nazioni Unite in tema di salvaguardia di diritti umani e diritto internazionale umanitario. Il corso, avviato l’8 marzo in concomitanza alla celebrazione della Festa della Donna, ha affrontato a 360 gradi il carattere relazionale che connota il concetto di genere, sulla scorta delle linee guida Onu in tema di integrazione delle diversità e di tutela e rafforzamento del genere femminile, tese a favorire nei frequentatori la comprensione dell’importanza della tutela delle donne e dei minori, nonché della salvaguardia diritti umani nel contesto internazionale delle missioni di pace”.

“Tematiche di assoluta attualità che i caschi blu addestrati presso il Coespu sapranno ora concretizzare nell’adempimento del proprio servizio in teatro operativo. La cerimonia conclusiva del quinto corso per la Protezione di Genere segna un ulteriore importante traguardo per l’Arma dei Carabinieri e per il Coespu che, nel corso di ben dodici anni di servizio, ha saputo conquistare la stima e il riconoscimento delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali per l’attività svolta nel delicato settore della formazione professionale degli attuali e futuri operatori di pace”.

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