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Uilpa: “Troppi gli eventi critici nelle carceri”

Venezia – Quasi ottomila aggressioni in un anno, in Italia, a cui si affiancano poco meno di diecimila casi di autolesionismo e circa undicimila manifestazioni di protesta non collettiva. Gli eventi critici all’interno delle carceri sono in continuo aumento. Vicino ad un organico che decresce di pari passo all’aumentare del lavoro, delle criticità e dei nuovi sistemi di sicurezza, aumentano gli episodi che disturbano la vita all’interno degli istituti penitenziari creando problematiche ai detenuti e agli agenti in servizio.

Litigi, violenza, ma anche proteste ed evasioni, sono fenomeni che raggiungono numeri importanti sono un segnale di come le problematiche legati alla vita nelle galere, senza gli adeguati mezzi e la professionalità del personale che vi lavora, rappresenti un vero pericolo, sia per i detenuti stessi che per i poliziotti in servizio. Nello specifico, in Triveneto si sono verificati 1265 eventi critici, tra aggressioni, ferimenti e tentati suicidi, nell’arco di un solo anno. Nel solo Veneto sono stati 793.

“Sono dati significativi – commenta Angelo Urso, segretario generale della Uil Polizia penitenziaria -, che mettono in evidenza come la disparità numerica tra il numero di detenuti e un organico fermo da troppo tempo si ripercuota sulla qualità del lavoro di chi rappresenta lo Stato all’interno del carcere. Occorre riflettere sul ruolo delle strutture penitenziarie. Se il carcere deve rieducare, ma tra le sue mura si registrano situazioni di violazioni delle regole di civile convivenza, c’è bisogno di mettere mano alla gestione-organizzazione. Se le persone non rispettano le regole all’interno del carcere come si può pensare che lo facciano una volta scontata la pena? Prima del reinserimento sociale bisogna pensare a progetti di educazione intramurale”.

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