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Thiene, blitz contro “Il marito di mio figlio”

Thiene – Nuovo blitz con tanto di striscione protesta da parte di Forza Nuova e di Lotta studentesca, a Thiene. Nel mirino dei militanti dell’estrema destra questa volta c’era uno spettacolo proposto, nella serata di ieri, domenica 4 marzo, dal Teatro Comunale thienese, ovvero la commedia “Il marito di mio figlio”, di Daniele Falleri per la regia di Antonio Mosele. Il tema dell’omosessualità dunque, un aspetto della nostra società che ormai è accettato dai più ed è oggetto di studio e di racconto teatrale, salvo naturalmente quelle frange della destra e di parte del mondo cattolico per le quali il racconto dio una sessualità diversa è ancora una cosa inaccettabile.

Ed è così che Forza nuova definisce, in una nota diffusa oggi, il lavoro di Falleri e Mosele una “pagliacciata teatrale” mentre ieri, all’uscita del teatro, aveva esposto lo striscione con la scritta “Mamma e papà: la base della società”.

“La famiglia – commenta nella nota Daniele Beschin , coordinatore provinciale di Forza Nuova – non è una costruzione del cristianesimo, ma un dato di natura, qualcosa che precede lo Stato e la Chiesa. Gli antichi sapevano distinguere quello che è pubblico, e può incidere sulla società, da quanto è privato. Quindi, ciascuno, a casa sua, sotto le lenzuola, fa un po’ quello che vuole. Tuttavia, la famiglia, l’unica possibile, è la famiglia naturale”.

“Ciò non toglie – continua il militante della destra vicentina – che due persone dello stesso sesso possano convivere. Che convivano, disciplinino i loro diritti con un contratto, la cosa importante è che non si deve dare riconoscimento pubblico a una relazione omosessuale. Questa è una cosa che è e deve restare privata. Deve essere regolamentata dal diritto privato, non da quello pubblico. Bisogna opporsi a questa dittatura con tutte le proprie forze. C’è un potere da combattere, evanescente e transnazionale che viaggia con la finanza e punta all’omologazione. Questo potere è il nostro nemico dichiarato”

“La natura – gli fa eco Alessandro Gallo, coordinatore di Lotta Studentesca – nasce come famiglia, si basa sulla coppia uomo-donna, e questo dall’alba dei tempi. In Italia c’è stata una battaglia ideologica. Si è commesso l’errore di considerare la famiglia non un elemento oggettivo di natura, ma come una variabile socio-culturale, e pertanto soggetta al cambiamento. Questo è un errore. Cercare di manipolare la realtà attraverso la legge è un atto anch’esso contro natura”.

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