Provincia

Scuole e Province assieme contro i tagli

Vicenza – Una manifestazione a Roma, con tutti i presidi degli istituti superiori d’Italia e una rappresentanza dei 2,5 milioni di studenti che li frequentano, per dire basta ai prelievi che mettono in difficoltà i bilanci delle province e per chiedere al Governo di mettere questi enti nelle condizioni di garantire i servizi essenziali al territorio e alle scuole in particolare. E’ la proposta emersa questa mattina nel corso di un incontro, nell’aula magna dell’istituto Montagna, tra Achille Variati, presidente della provincia di Vicenza, alcuni consiglieri e i dirigenti scolastici delle scuole superiori vicentine, i presidenti dei consigli d’istituto e la consulta degli studenti. Un appuntamento incentrato sul futuro, che non appare roseo, delle scuole superiori vicentine.

“A Vicenza – ha infatti ricordato Variati – mancano 5 milioni per chiudere il bilancio 2017. E siamo la provincia che sta meglio. I tagli, che la stessa Corte dei Conti ha definito irragionevoli, ci hanno messo in ginocchio. Ora è necessario un decreto legge che ci metta nelle condizioni di svolgere le competenze che ci sono state attribuite, come gestire le strade provinciali, gli istituti superiori, tutelare l’ambiente, offrire servizi ai comuni. Non chiediamo nulla di più, ma l’essenziale, quello sì. E’ un diritto del territorio e della comunità”.

A proposito di numeri, nel vicentino i plessi scolastici sono 48 istituti, per un totale di 128 edifici (l’80% dei quali ha superato i 50 anni d’età), frequentati da più di 40mila studenti. Le utenze di acqua, luce e gas, costano 5,6 milioni di euro. Se si aggiungono anche quelle telefoniche, la cancelleria, le locazioni, e le altre spese, si arriva a 6,2 milioni,  che la provincia versa ogni anno per la sola gestione corrente degli istituti. Milioni di euro che lievitano quando si parla di manutenzione.

“La vetustà degli edifici – ha continuato Variati – richiede infatti continua attenzione. Nell’ultimo biennio sono stati investiti nelle scuole 20 milioni di euro, per lavori in parte realizzati e in parte in programma la prossima estate. Ci sarebbe una richiesta di lavori, necessari, per altri 30 milioni. Si tratta di interventi che riguardano la messa in sicurezza, il miglioramento sismico, la prevenzione incendi e la manutenzione straordinaria”.

“Si parla di sicurezza -ha quindi concluso -, un tema sul quale non si scherza. Per questo abbiamo depositato un esposto cautelativo, precisando che gli interventi non vengono fatti non per la nostra cattiva volontà, ma per obiettiva mancanza di fondi che non dipende da noi. Aspettiamo il decreto legge e se sarà necessario, saremo pronti per una grande manifestazione a Roma”.

La scuola, che in blocco si è schierata a fianco di Variati e delle province, ha presentato anche un documento, a firma dell’Anp, l’associazioni dei dirigenti scolastici, nel quale gli stessi presidi si dichiarano in prima linea a difesa della sicurezza delle scuole.

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