Schio celebra i 100 anni della Strada delle Gallerie

Schio – Più di trecento pezzi tra fotografie, documenti e altri reperti, alcuni inediti, suddivisi tre sezioni e dislocati in dodici stanze saranno messi in mostra, a Schio, per raccontare il primo secolo di vita della Strada delle 52 gallerie, o strada della Prima armata, sul monte Pasubio. Questo manufatto della Grande Guerra, che parte da bocchetta Campiglia e, dopo un percorso di circa 6,5 chilometri, attraversando 52 gallerie scavate nella roccia, arriva fino a Porte del Pasubio e al rifugio Achille Papa, è infatti il protagonista di una esposizione, allestita a Palazzo Fogazzaro, dal titolo “La Strada delle gallerie ha 100 anni”, che sarà visitabile dal 26 marzo al 24 settembre.

Questa famosissima mulattiera militare, che ogni anno viene percorsa da migliaia persone, è stata realizzata tra il febbraio e il dicembre 1917 dalla 33esima compagnia minatori del Genio militare, comandata prima dal tenente Giuseppe Zappa e poi dal capitano Corrado Picone, con una duplice funzione. Innanzitutto quella di difesa dei crinali della Bella Laita e di Forni Alti, ma poi anche come nuova via di accesso a Porte del Pasubio.

Le parole scritte dal sottotenente ventenne Ugo Cassina fanno comprendere bene la situazione con la quale chi era stato incaricato di realizzare l’opera aveva dovuto fare i conti. La sua costruzione fu infatti una vera e propria sfida. “Non esisteva un vero progetto definitivo del lavoro – scrisse Cassina – perché era impossibile redigerlo. Sapevamo di dover raggiungere Forni Alti e il passo di Fontana d’oro, ma non avevamo la minima idea del come avremmo potuto arrivarci, perché la Bella Laita, che bisognava attraversare, era inaccessibile”.

La mostra scledense, promossa dal Cai sezione di Schio, dal Comune e dall’Unione montana Pasubio – Alto Vicentino, racconterà non solo le fasi della creazione di questa mulattiera, ma ripercorrerà tutta la sua storia, fino ai giorni nostri, anche nell’ottica di una promozione e di una valorizzazione del territorio.

“La Strada delle gallerie – ha spiegato Claudio Rigon, che ha curato l’allestimento dell’esposizione – non è come gli altri manufatti della guerra, che si ricordano perché vi è successo qualcosa e poi tutto si è fermato lì. La Strada delle gallerie la ricordiamo perché è viva e attira ogni anno 30/35 mila persone da ogni parte d’Europa. E’ la nostra strada, e questa mostra vuole proprio celebrare il suo compleanno, ripercorrere tutte le tappe della sua storia, ed infatti le ultime foto sono datate 2017. E’ davvero interessante, per finire, la serie di foto che fa vedere la montagna da fuori e, contemporaneamente, la galleria dentro. Un’opera realizzata grazie ai più moderni strumenti tecnologici, molto lontani dagli attrezzi usati da chi quella strada l’ha costruita. Anche questo è un modo per rendersi conto di come, in 100 anni, sia cambiato il mondo”.

Ilaria Martini

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