lunedì , 26 Aprile 2021
Il torrente Poscola, a Trissino
Il torrente Poscola, a Trissino

Pfas, la Regione si costituisce parte offesa

Venezia – In relazione alla problematica dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), la giunta regionale veneta si costituisce parte offesa nei procedimenti relativi ad ogni ipotesi di reato che dovesse emergere dalle indagini in corso da parte delle Procure, anche per i reati di più recente introduzione nel codice penale come quello di inquinamento ambientale e di disastro ambientale. Lo ha annunciato stamane l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin, ribadendo che, da quando è emersa l’emergenza ambientale, nel 2013, la Regione si è attivata per la messa in sicurezza delle acque, in particolare con i filtri.  Tutte le carte, inoltre, ha ricordato Bottacin, sono state sempre trasmesse anche alle Procure interessate.

Al tempo stesso, la Regione, d’intesa con enti gestori degli acquedotti, sta procedendo all’individuazione della soluzione tecnica strutturale per l’approvvigionamento idrico alternativo dell’area interessata dall’inquinamento, a cui saranno destinati anche gli 80 milioni annunciati dal Ministero dell’ambiente. Con un altro provvedimento, la Regione ha incaricato Arpav di approfondire, in tempi rapidi, con una indagine di massimo dettaglio, lo stato della contaminazione di tutte le matrici ambientali coinvolte nell’area in cui insiste l’azienda Miteni, a Trissino

“All’Arpav – ha detto Bottacin – saranno riconosciuti tutti i costi aggiuntivi che eventualmente dovessero esserci. E’ chiaro che una cosa è intervenire per contenere gli effetti dell’inquinamento, come nel caso dei filtri, una volta individuata la fonte. Altra cosa è rimuovere la cause dell’inquinamento e rivalersi su chi lo ha provocato: questo è molto più complicato. In ogni caso la priorità è la sicurezza dei cittadini e per questo sono stati avviati i piani di monitoraggio sanitario sulla popolazione esposta”. Illustrate infine le modalità degli interventi dell’Arpav, compresi di quelli in corso, che ammontano ad una spesa di circa 500 mila euro l’anno, dal 2013. da sottolineare che quella veneta è l’unica agenzia ambientale, in Italia, dotata anche di macchinari specifici per questo tipo di analisi sulle acque, per un costo di 1,2 milioni di euro.

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