lunedì , 26 Aprile 2021

Pedemontana, Puppato: una Waterloo su tutta la linea

Roma – È stato presentato un paio di giorni fa in consiglio regionale quello che dovrebbe essere il nuovo corso della realizzazione della superstrada Pedemontana Veneta e i commenti non sono tardati ad arrivare. Se, come riportiamo in un’altra pagina del giornale, l’assessore Donazzan è intervenuta per sottolineare l’importanza dell’opera e difendere le scelte della Regione, le considerazioni della senatrice del Partito Democratico, già capogruppo in Regione, Laura Puppato sono invece di segno opposto.

“Chi canta vittoria – ha infatti spiegato – non si rende conto che siamo di fronte ad una Waterloo su tutta la linea, con un generale che non sa più che pesci pigliare e si limita all’improvvisazione, con ricette che alcuni salutano come soluzioni, ma in realtà sono la più classica delle manovre fiscali, letteralmente il mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.

“Inoltre c’è un reale rischio di illecito amministrativo e un concreto pericolo che la Spv finisca al centro un ciclone di ricorsi da parte delle imprese che persero il bando di assegnazione. La Regione sta infatti per modificare le regole di ingaggio in corso d’opera. Cosa dovrebbero pensare quegli imprenditori che parteciparono al bando e se lo vedono oggi cambiare, con iniezione di garanzie e denaro fresco, modificando quindi le carte in tavola?”.

“L’alternativa, vera e coraggiosa, era quella di completare l’opera, necessità inderogabile, ma con il progetto originario di superstrada, simile a quello approvato nel 2001, che prevedeva un’infrastruttura gratuita e con uscite frequenti, da poco più di 700 milioni di euro (contro i quasi 3 miliardi di oggi), facente funzioni di circonvallazione per le tante città stremate dal traffico interno”.

“La Spv – ha poi concluso – sta collezionando record negativi: secretazione, ritardi, aumento dei costi, pedaggi persino in luogo di strade gratuite già esistenti a due corsie e distrutte per sovrapporne una a pagamento, come la Gasparona, e addirittura un bando cambiato a gara già ultimata da anni, per una strada che poteva essere completata nel 2005 costando meno di un terzo e lo Stato come unico ente che abbia messo fondi, per 600 milioni. In un paese normale non ci sarebbero alternative alle dimissioni di Luca Zaia. Chiederò al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio di vigilare, per evitare ai Veneti ulteriori danni, perché del nostro governatore non possiamo avere più alcuna fiducia”.

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