Pedemontana, Puppato: “Se ne occupi lo Stato”

Roma – La senatrice del Partito Democratico Laura Puppato ha presentato un’interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, nella quale evidenzia “le disastrose, illogiche modalità con cui è stato portato avanti l’intervento della Superstrada Pedemontana Veneta”, chiedendo se giunti a questo punto “non ritenga vi sia un concreto rischio che l’opera venga definitivamente bloccata dai ricorsi motivati e preannunciati da aziende promotrici escluse dal project e da altri soggetti interessati, a causa dei cambiamenti in corso d’opera” e se non ritenga doveroso intervenire “per risolvere l’impasse in cui nuovamente siamo, applicando il principio di sussidiarietà ex. art. 118 Cost., al fine di gestire direttamente l’opera attraverso il Ministero competente”.

“La Regione Veneto – mette in evidenza la senatrice – si è dimostrata manifestamente incapace di portare a compimento un’opera di straordinario valore per un vasto, industrioso territorio, opera che sarebbe dovuta costare circa 700 milioni di euro e alleggerire dal traffico intasato dei medi e piccoli centri esistenti, convenuta coi sindaci nel lontano 2001 dal ministro Nesi, gratuita, con poco impatto sul territorio e capace di recuperare l’esistente. In questo tempo infinito l’hanno trasformata in un’opera ciclopica da 2,4 miliardi di euro, a pagamento per tutti compresi i residenti, unico caso in Italia di superstrada a pedaggio con alcuni tratti, come la Gasparona e non solo, che magicamente passano da arterie a due corsie pubbliche ad un autostrada a pedaggio”

“È intollerabile – ha continuato Puppato – che Zaia cerchi di allontanare da se il fallimento delle sue giunte cercando in modo assai scorretto di far ricadere colpe e responsabilità su altri e in particolare sul governo nazionale, che invece è l’unico ente ad aver finora finanziato quest’opera con ben 600 milioni di euro. I contratti stipulati col privato e lo stesso bando iniziale non garantiscono i cittadini di questa regione ed egli si è dimostrato incapace di trovare soluzioni accettabili a questo disastro annunciato la responsabilità è dunque interamente della giunta Zaia che ha voluto perseguire l’intento con le modalità costruttive frutto della stagione dei project e dei mega appalti, assommando errori ad errori, già evidenziati dalla Corte dei conti e che vanno oggi addebitati a chi li ha commessi.”

“Zaia oggi è di fronte ad un bivio – ha concluso la parlamentare del Pd -. Come al solito ha scelto la strada più semplice che sposta al futuro l’onore delle sue incapacità. Anziché tornare al progetto originale di un’opera leggera, ha introdotto l’addizionale IRPEF che, in nessun caso, può essere ritenuta una tassa di scopo. La Regione ha ormai perso ogni controllo sulla Pedemontana. Usciamone esautorando questa giunta regionale da un opera così deficitaria e mal gestita, salvando i veneti dal dover pagare tre volte lo stesso bene”.

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