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Conco, scoperta maxi serra per la marijuana

Conco – Quelle luci particolari, intense, che di notte filtravano dalle finestre semi socchiuse di una casa in via Gomarolo, nella frazione di Gomarolo di Conco, hanno insospettito un abitante, che ne ha parlato con un carabiniere, impegnato in un servizio esterno. Lui, a sua volta, ne ha parlato con il capitano della stazione ed è così che innescata un’operazione dei militari di Lusiana, che si è conclusa ieri mattina, con l’arresto di due persone con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. Si tratta di L.D.L., una donna di 33 anni, e di T.L. di 45 anni, entrambi provenienti dal basso vicentino.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla strana illuminazione dell’abitazione. Raccolta, martedì pomeriggio, la segnalazione del cittadino, gli uomini della stazione di Lusiana hanno dato il via, quella stessa sera, ad un servizio di osservazione nascosta, in collaborazione con il nucleo radiomobile operativo di Bassano del Grappa. Ad un certo punto della notte i militari hanno notato che, effettivamente, dalle finestre provenivano delle luci particolari, ed hanno pensato che la fonti potessero essere delle lampade ad incandescenza, usate per la coltivazione della marijuana.

Dopo una notte di appostamento, verso le 10 del giorno successivo, mercoledì 15 marzo, i carabinieri ne hanno avuto la conferma. Hanno infatti notato una coppia, un uomo ed una donna, arrivare ed entrare in quella casa. All’apertura della porta, inoltre, i militari ancora nascosti in osservazione, hanno percepito una forte ventata dell’odore odore tipico della marijuana.

Poco dopo, quindi è scattato un blitz all’interno dello stabile, dove gli uomini dell’arma hanno appurato che l’intera casa, composta di tre piani, era stata adibita a vera e propria serra, dotata di un impianto temporizzato per irrigazione, aerazione e accensione delle lampade. Le pareti, inoltre, erano state rivestite di materiale rifrangente, per trattenere e aumentare il calore. I carabinieri hanno ritrovato e sequestrato tre chilogrammi di marijuana già pronta per lo smercio, fertilizzanti specifici, settanta piante già adulte e altri cento vasi pronti per una successiva coltivazione.

Secondo i calcoli fatti dagli uomini dell’Arma, la struttura avrebbe potuto ospitare fino a trecento piante, per una produzione di almeno dieci chili per ciclo di crescita, potendo forse giungere anche a cinquanta chili all’anno. La casa, di proprietà di un uomo che non risiede in Veneto, era stata regolarmente affittata ai due, che ora si trovano agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

Ilaria Martini

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