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La filiera della pelle cerca uno sviluppo green

Arzignano – La filiera vicentina della concia cerca un modello di sviluppo sostenibile. Quattro aziende del settore infatti, Conceria Dani, Conceria Laba, il calzaturificio Aku e l’azienda di prodotti chimici Corichem, sono state le protagoniste del progetto di formazione “Tecniche di sostenibilità ambientale applicate lungo la filiera della pelle”, finanziato dalla Regione Veneto, nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, partito poco meno di un anno fa e giunto ora alla sua fase conclusiva.

Per condividere queste conoscenze e buone pratiche di sviluppo, il Distretto della pelle ha organizzato, a partire dal 14 marzo, un ciclo di seminari in cui, le aziende che hanno preso parte al progetto, presenteranno la loro esperienza e i risultati raggiunti. Assieme agli esperti che le hanno affiancate nel percorso, parleranno di bilancio di sostenibilità, dichiarazione ambientale di prodotto e del legame tra sostenibilità, strategia d’impresa e marketing.

“Bilancio di sostenibilità e dichiarazione ambientale di prodotto o Epd (Environmental product declarations) – spiega Guido Zilli, responsabile Sostenibilità e sviluppo risorse umane di Dani Spa, azienda coordinatrice del progetto – sono gli strumenti principali attraverso cui conoscere e misurare il proprio impatto, dall’utilizzo delle materie prime alla gestione dei reflui, per individuare gli ambiti di miglioramento. Non solo, rappresentano un efficace strumento di comunicazione verso l’esterno, che può essere validato da enti terzi e quindi trasformarsi in certificazione, oltre che un segno di attenzione per il cliente e il consumatore finale”.

“Il valore aggiunto di un progetto come questo – spiega Paolo Gurisatti, presidente del Distretto della pelle – è proprio il ragionamento in ottica di filiera, il confronto tra aziende e la collaborazione tra diversi enti e soggetti del territorio che si riconoscono parte di un sistema. In questo senso diventa fondamentale anche il coinvolgimento della scuola. I seminari saranno quindi riproposti anche agli studenti dell’Itis Galilei, che potranno confrontarsi con queste nuove procedure di certificazione ambientale”.

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