lunedì , 26 Aprile 2021

Fiamme Gialle, a Carnevale nessuna droga vale

Vicenza – Controlli serrati sul fronte dello spaccio di sostanze stupefacenti, negli ultimi giorni di Carnevale, da parte dei finanzieri del Nucleo mobile Vicenza. Il Comando provinciale della Fiamme Gialle infatti, con l’uso del cane antidroga Zack, ha predisposto il Dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti, anche con pattugliamenti a piedi nel centro storico della città. Sono così stati trovati e sequestrati circa 70 grammi di marijuana e 50 grammi tra hashish ed ecstasy, per la cui detenzione sono finiti tra le maglie della legge ben venti persone. Nello specifico, si è proceduto a segnalare all’autorità amministrativa competente diciassette soggetti quali assuntori di droghe, di cui dieci in un’unica serata, e a denunciare all’autorità giudiziaria tre persone di nazionalità italiana sempre per illeciti legati alle sostanze stupefacenti.

Curioso, se così si può dire in un contesto investigativo, è il caso di un soggetto poco più che venticinquenne, controllato per ben due volte con esito positivo nel giro di poche ore: dopo essere stato trovato in possesso di alcuni grammi di sostanza stupefacente, per nulla pentito o intimorito dal sequestro, ha pensato di riacquistarla altrove immediatamente. Sottoposto nuovamente a controllo dopo circa 2 ore dalla stessa pattuglia, con grande stupore degli operanti, veniva trovato nuovamente in possesso di droga, addirittura in quantità superiore alla prima volta.

Controlli serrati anche nell’area di Campo Marzo e zone limitrofe, dove si è proceduto a denunciare un uomo straniero in stato di clandestinità, il quale, per evitare la contestazione penale, ha tentato di ingannare i militari chiamando in causa degli accordi comunitari: non esibendo alcun documento comprovante l’effettivo ingresso nel territorio Schengen, dichiarava di essere giunto solo da pochi giorni nel territorio italiano per beneficiare dell’esenzione del visto prevista per soggiorni inferiori a 90 giorni. I finanzieri, grazie a tempestivi accertamenti, lo hanno smentito, provando la sua maggiore permanenza in Italia, cosa che gli è costata un decreto di espulsione.

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