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Ospedale Santorso, più un business che un servizio?

Venezia – “Se la notizia della chiusura dell’ospedale di Santorso era una bufala, non è invece un’invenzione la scellerata gestione di questo ospedale, che pare essere più un’occasione di business per i privati che una struttura in grado di garantire vantaggi per l’utenza”. A dirlo la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP), a seguito delle polemiche di questi giorni sulla falsa notizia del cambio di destinazione d’uso del nosocomio vicentino.

“La vera notizia riguarda in ogni caso la cessione ad un fondo inglese, EquitixItalia 3 Srl, delle quote nel Project financing dell’ospedale Alto Vicentino, appartenenti alla ditta Mantovani. Un fatto che fa capire appunto come la gestione di questa struttura sia diventata più che un servizio necessario alla popolazione un business economico, tale da attirare investitori esteri. Il canone del Project financing del Santorso pesa come un macigno sui bilanci della nuova Ulss Pedemontana. E la situazione è destinata ad aggravarsi, visto il taglio di 9 milioni deciso dalla Giunta Zaia per questa Ulss nel riparto del fondo sanitario regionale: soldi destinati proprio a servizi sanitari. Dunque, oltre al danno, pure la beffa”.

Secondo l’esponente vicentina, “l’ospedale Alto Vicentino è frutto dell’importante rinuncia di altri due ospedali, Thiene e Schio. Dopo l’unificazione delle Ulss non è stata partorita dalla giunta regionale alcuna idea su come far interagire il Santorso con l’ospedale San Bassiano, di Bassano del Grappa. Un giorno si elogia quest’ultimo, annunciando l’implemento dei servizi e, dopo le lamentele dei cittadini che gravitano attorno al Santorso, per par condicio, ci si ricorda di fare un comunicato sull’ospedale dell’Alto Vicentino. E’ evidente che c’è una grave carenza di strategia”.

Guarda ricorda inoltre che “nel corso del 2017 ben dieci direttori di Unità operativa complessa andranno via dall’ospedale di Santorso, lasciando spazio ai primari di Bassano”. Di qui le domande che la consigliera presenterà sottoforma di interrogazione: “Come si vuole qualificare davvero l’ospedale Santorso? Come si pensa di tutelare le sue funzioni alla luce dei tagli delle risorse per i servizi? Quali conseguenze porterà il cambio di guardia tra la Mantovani e la società EquitixItalia?”.

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