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Borgo Berga, attivisti occupano il cantiere

Vicenza – Azione di protesta oggi degli attivisti di #vicenzasisolleva che, a partire dall’alba, hanno occupato il cantiere di Borgo Berga, per bloccare i lavori del cantiere edilizio tanto contestato in città. Questa mattina alcune persone sono salite sopra la gru all’interno del cantiere, altre si sono incatenate all’interno, altri sono all’esterno per tutelare le persone all’interno e supportarle. L’iniziativa. spiegano gli attivisti, si colloca a ridosso del 23 marzo, quando in tribunale si terrà l’udienza del riesame per il sequestro di tutta l’area chiesta dalla Procura e respinta dal giudice Gerace qualche settimana fa.  Questa sera inoltre, alle 20.30, ci sarà l’assemblea pubblica davanti al cantiere di Via Leoni e domani una fiaccolata, che partità sempre da Via Leoni alle 20.30.

Tra i primi ad intervenire a commento della protesta c’è il Movimento 5 Stelle, da sempre in prima linea contro le scelte urbanistiche che non tengono conto del territorio e cotro quella del complesso di Borgo Berga in particolare.  “Dall’alba di stamane – scrive in una nota il senatore pentastellato Enrico Cappelletti – alcuni cittadini stanno manifestando all’interno dei cantieri di Borgo Berga, cosa che avrebbe dovuto fare la politica vicentina che invece si è dimostrata totalmente incapace di fermare la più grande speculazione edilizia mai realizzata nella città di Vicenza”.

“E’ assurdo – continua – che si sia consentita una cementificazione di cento mila metri quadri a pochi passi dalle opere palladiane. E’ evidente che esiste una responsabilità politica per quest’opera, a partire dalle precedenti amministrazioni di Lega e centro destra fino all’attuale amministrazione Variati. Ci siamo battuti per anni, assieme a numerosi comitati di cittadini ed associazioni, perché venisse detta una parola di verità sulle numerose irregolarità che hanno connotato la realizzazione di questo autentico sfregio alla città. L’amministrazione se ne deve assumere tutta la responsabilità”.

“Ora, grazie al lavoro della Procura – conclude Cappelletti – abbiamo la ragionevole certezza che l’opera sia abusiva, realizzata in violazione delle distanze dai corsi d’acqua, dei vincoli storico architettonici, delle norme sugli appalti, e dell’obbligo della valutazione ambientale. Sappiamo che oltre alla devastazione del territorio ed al rischio idrogeologico vi sono stati danni milionari al Comune derivanti dalle cessioni di terreni pubblici e dalla costruzione delle opere di urbanizzazione. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale prenda finalmente le misure necessarie per porre fine a questo scempio ed avviare le procedure di demolizione”.

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