Bartelle (M5S): “Con l’Anas… Pedemontana gratis?

Venezia – “Oggi in consiglio regionale si è consumata l’ultima pantomima legata alla costruzione della Pedemontana”. Così la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Patrizia Bartelle, commentando l’audizione fatta dalle commissioni 1 e 2 che, in seduta congiunta, hanno ascoltato i portatori di interesse del territorio, ovvero sindaci, associazioni di categoria, sindacati, associazioni ambientaliste. “Gli unici invitati, ma esclusi di fatto dalle audizioni – sottolinea ancora la consigliera -, sono stati i cittadini dell’area pdemontana, riuniti nel coordinamento veneto Pedemontana alternativa Covepa.

Patrizia Bartelle
Patrizia Bartelle

Grazie a Lipu e Legambiente, ricorda Bartelle, sono entrati comunque anche loro all’interno del consiglio regionale, con  due portavoce: Massimo Follesa, che è un architetto, e Matilde Cortese, imprenditrice agricola e presidente di covepa, accompagnati dal consulente Carlo Costantini, anche lui architetto. La presiedente Covepa ha posto l’ accento in modo chiaro e netto sulla necessità di provvedere all’immediato pagamento degli espropri, anche se questo costasse il blocco dei cantieri.

Follesa ha invece presentato un’ipotesi di soluzione alternativa per il salvataggio del territorio, con una infrastruttura leggera che taglia i costi per 600 milioni e che impedirebbe di fatto d’imporre l’Irpef ai veneti. Questa ipotesi è dettagliata e articolata sulla contestazione al concessionario dell’inadempienza nei confronti del contratto e pone il proprio presupposto nell’intervento di Anas, secondo le modalità del proprio piano industriale.

“Ho assistito alle audizioni – commenta la Bartelle – e sono emerse, da diversi soggetti, le perplessità forti e chiare legate a questa operazione che tende a sanare uno stato di incapacità finanziaria del concessionario. Per la prima volta, sono state esposte alternative al disegno della giunta Zaia, il cui unico effetto è quello di indebitare i veneti, mentre la proposta dei cittadini dell’area pedemontana tende ad impegnare il governo attraverso l’intervento di Anas, nella restituzione di parte delle imposte drenate dai versamenti fiscali dei veneti. Questa operazione consentirebbe di impedire l’imposizione dell’Irpef”.

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