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Aumenta l’Irpef. “Veneto pantalon… paga e tasi!”

Venezia – Dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle riceviamo e pubblichiamo questa riflessione sull’aumento dell’Irpef da parte della Regione Veneto, annunciato nei giorni scorsi e collegato alla necessità di completare la realizzazione della superstrada Pedemontana Veneta.

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Martedì scorso, in consiglio regionale, è andata in onda una sceneggiata che nemmeno Renzi avrebbe potuto orchestrare meglio. Il presidente Zaia è venuto in aula a spiegare la manovra economica che si andrà a fare in Regione Veneto, per “il riavvio di una stagione di investimenti pubblici, per dare supporto al completamento della superstrada Pedemontana veneta” come scritto nella delibera di giunta , supportata da slides e filmino autocelebrativo. Per farlo si è proceduto a confezionare una proposta di legge, che si chiama: “Prima variazione generale al bilancio di previsione 2017/2019 della Regione del Veneto”.

Con questa legge si va a variare il bilancio previsionale 2017-2019 ed inserire uno storno fondi tra capitoli diversi nel bilancio 2017. Questa operazione, già di per sé, è opaca. Sarebbe stato meglio produrre due proposte di legge distinte, ognuna delle quali avrebbe inciso in ambiti diversi e specifici, in quanto si andrà a fare uno storno di capitoli diversi per il 2017 e una modifica finanziaria per il previsionale 2018-2019. Zaia ci ha spiegato che l’aumento dell’Irpef, per i cittadini veneti, è dovuto alla necessità di finire la Pedemontana. Ma non è così. In realtà tutta la manovra è finalizzata a mascherare un “buco” strutturale nel bilancio regionale di circa 400 milioni di euro.

Dove trovare questi denari? Con la manovra di bilancio sopra accennata! Con l’ accensione di mutuo per 20 o 30 anni da parte della Regione Veneto, per comprensivi 300 milioni di euro, e con l’aumento dell’Irpef regionale a carico dei ceti medi (operai, artigiani, commercianti ecc.) per altri 400 milioni di euro spalmati su due annualità (2018-2029). C’è quindi il fondato sospetto che tutta l’operazione nasconda ben altro. Dallo schema di bilancio si evince una mancanza nel bilancio regionale di almeno 400 milioni, e il ripiano di questo debito è ottenuto aumentando l’Irpef per almeno due annualità (200 milioni circa per il 2018 e 200 milioni per il 2019).

Sorge spontaneo un dubbio: che Zaia abbia già provveduto a stornare, alla concessionaria della Pedemontana Sis-Dogliani, milioni di euro per non violare gli obblighi dell’atto aggiuntivo di PedeVeneta del 2013, proprio dai capitoli che vuole coprire con l’introduzione dell’Irpef e, se non subentrano, ulteriori tagli alla spesa corrente, o riduzioni di spesa strutturale, o aumenti d’entrata, si rischia che questo aumento di Irpef divenga strutturale e duraturo.

Sta crollando il mito di un Veneto con i conti in ordine, mentre si avvicina la realtà di regioni meno virtuose. La manovra per chiudere la Pedemontana è solo fumo negli occhi, serve a coprire e chiudere un disavanzo strutturale regionale. E’ gravissimo che la maggior parte di queste tasse gravino sui lavoratori dipendenti, con stipendi medio-bassi. I Paperoni veneti, che guadagnano oltre 75 mila euro annui, compresi gli assessori della giunta Zaia, in pratica pagheranno lo stesso aumento di un operaio o di un piccolo artigiano.

Quante promesse infrante: non metteremo le mani in tasca ai veneti! Ed invece ecco pronto l’aumento delle tasse regionali! Aboliremo l’assegno di fine mandato! Ed appena possibile tutti gli appartenenti a questa maggioranza lo hanno richiesto. Intanto la sanità veneta va allo sfascio e i lavoratori vengono licenziati dopo decenni di lavoro nel settore. Veneto pantalon… paga e tasi!

Patrizia Bartelle – Consigliera Movimento 5 Stelle Regione Veneto

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