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Romano d’Ezzelino, arrestato dopo 7 anni per due furti

Treviso – È stato rintracciato e arrestato questa mattina, alla frontiera aerea di Treviso, Andrei Movileanu, un moldavo di 33 anni, che i carabinieri ritengono essere uno degli autori di due furti, messi a segno in altrettante aziende di Romano d’Ezzelino, nel 2010. Nella notte del 28 gennaio di quell’anno, ignoti forzarono una finestra della ditta Terzer srl, e portarono via tre computer, un cellulare ed altri oggetti di valore. Il secondo episodio si verificò nell’azienda Imet srl, dove vennero forzate un’inferriata e una finestra per rubare computer, un lettore dvd, una macchina fotografica, denaro contante e degli attrezzi da lavoro.

Andrei Movileanu
Andrei Movileanu

Subito si mise in moto la macchina investigativa dell’Arma dei carabinieri, con l’invio, sui luoghi dei furti, del personale specializzato, all’attenta ricerca di qualunque elemento o indizio utile a individuare i responsabili. Dopo diverse ore di lavoro, la tenacia dei Carabinieri venne finalmente premiata. All’interno delle pertinenze della Imet venne infatti trovato uno dei computer sottratti alla Terzer, elemento che consentì ai militari di collegare i due episodi. Le minuziose ricerche dei carabinieri addetti al sopralluogo portarono inoltre al ritrovamento di tre mozziconi di sigaretta, che vennero subito repertati come una possibile traccia lasciata dai responsabili.

I mozziconi vennero quindi inviati ai laboratori del Ris carabinieri di Parma, che si occupò della ricerca di tracce biologiche. Tracce che avrebbero portato a Movileanu, pluripregiudicato, con diversi alias e senza fissa dimora sul territorio nazionale. Successivi accertamenti dei carabinieri di Bassano del Grappa portarono, nel settembre 2011, all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale bassanese. Provvedimento al quale, però, non si riuscì subito a dare esecuzione, in quanto l’uomo risultava irreperibile. Almeno fino a questa mattina, quando, il 33enne è stato notato, all’aeroporto, dalla polizia di Treviso, che ha contattato i carabinieri di Bassano per avere una conferma dell’ordinanza pendente, che è quindi stata eseguita.

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