Breaking News

Strada delle Gallerie, al via la mostra per i 100 anni

Schio – Più di duecento persone hanno assistito, ieri pomeriggio a Schio, alla cerimonia di inaugurazione della mostra, allestita a Palazzo Fogazzaro, per celebrare i cento anni della Strada delle 52 gallerie sul monte Pasubio. Un compleanno importante, che il Cai sezione di Schio, il Comune e l’Unione montana Pasubio – Alto Vicentino hanno voluto festeggiare con una esposizione, visitabile fino al 24 settembre, il cui valore storico e culturale è stato riconosciuto anche da una medaglia della presidenza della Repubblica.

Attraversando le dodici stanze allestite con immagini, testimonianze scritte, documenti, utensili e altro materiale, i visitatori avranno la possibilità di ripercorrere tutta la storia di questa straordinaria opera di ingegneria, dalla sua costruzione, per mano della 33esima compagnia minatori del Genio militare, nel febbraio 1917, fino ai giorni nostri. La prima testimonianza è infatti una foto che risale proprio al febbraio 1917, che venne scattata dal tenente Zappa. L’ultima, invece, sarà creata nei prossimi mesi. Questo perché nell’atrio di Palazzo Fogazzaro è stato sistemato un pannello dove tutti i visitatori sono inviati ad appendere una immagine dedicata alla strada. Il risultato sarà una creazione che, dal punto di vista temporale, chiuderà la mostra.

“La nostra idea – ha precisato Claudio Rigon, curatore della mostra – è che queste foto non vengano messe in maniera ordinata una accanto all’altra, ma che si sovrappongano e speriamo che, alla fine, si sia creato uno strato di immagini alto una spanna. E lo spessore sarà una sorta di misuratore di affetto per la strada stessa”.

Per quanto riguarda, nel dettaglio, la costruzione della Strada, questa è iniziata nel pieno della Prima guerra mondiale, ma in un clima non prettamente bellico, come ha precisato Umberto Dalla Costa, presidente del Cai di Schio.“Cento anni fa, alla 33esima compagnia minatori e al suo comandante, non si presentò una sfida contro il nemico, ma una montagna aspra, difficile, quasi del tutto coperta dalla neve, che bisognava ad ogni costo superare. Era una sfida sì coraggiosa, ma soprattutto per l’ingegno umano, perché questa mulattiera era al riparo dal tiro nemico. Tutte le energie si poterono quindi concentrare sull’obiettivo finale, quello di ricavare una nuova via di accesso a Porte del Pasubio”.

Tornando all’inaugurazione, alla quale, oltre alle autorità, hanno partecipato anche il coro Ges e alcuni discendenti del tenente Giuseppe Zappa e del capitano Corrado Picone, che comandarono la 33esima compagnia, è stato il sindaco di Schio, Valter Orsi, ad aprire la cerimonia. “L’esposizione – ha raccontato – vuole essere un’occasione per riscoprire la Strada e per darle il risalto che merita. Forse noi, che la viviamo tutti i giorni, la diamo per scontata, ma per gli altri non è così. Pensiamo, ad esempio, che l’anno scorso, una troupe di Discovery Channel è venuta a fare delle riprese e a settembre presenterà, in prima assoluta in Inghilterra, il documentario realizzato”.

“Le 52 Gallerie – ha concluso il primo cittadino scledense – sono un patrimonio importante, che abbiamo ricevuto in dono e che dobbiamo preservare e tutelare. Anche per questo, già dal 2016, i comuni dell’alto vicentino si sono uniti, coinvolgendo le associazioni più importanti e rappresentative del territorio, per partecipare ad un grande progetto lanciato dalla Regione Veneto, quello di candidare questo manufatto della Grande Guerra al riconoscimento di patrimonio dell’Unesco.

“La mostra – ha poi sottolineato Rigon – è luminosa, proprio come lo è la Strada. Percorrendola, infatti, si entra nel buio 52 volte, ma nonostante questo, la si percepisce come qualcosa di luminoso, per i paesaggi che si spalancano alla vista, ma anche per la storia che contiene. Abbiamo voluto un’esposizione rigorosa, frutto di più di due anni di lavoro, di ricerca storica e di passione. Una mostra emozionante e profonda, che si può studiare come un libro, perché i nuclei di foto, documenti e oggetti che la compongono sono collegati uno con l’altro da fili narrativi”.

Ilaria Martini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *