Breaking News

Vicenza, Cgil: “Si mantenga lo psicologo in carcere”

Vicenza – La Cgil e la Funzione pubblica Cgil di Vicenza esprimono preoccupazione per “le notizie emerse nei giorni scorsi, riguardanti la chiusura di alcuni contratti di lavoro di professionisti che operano all’interno dell’Ulss 8 Berica e la conseguente riduzione di importanti servizi. Risulta difficilmente comprensibile – sottolinea il sindacato -, se non secondo una mera logica di cassa, la scelta della Regione Veneto di interrompere, anziché stabilizzare, dei rapporti di lavoro precario che l’Ulss aveva instaurato negli ultimi 20 anni e che hanno consentito l’erogazione alla cittadinanza di alcuni servizi in ambito specialistico”.

In particolare giudica grave la previsione di un azzeramento del servizio di Psicologia, rivolto ai detenuti presenti all’interno della Casa circondariale di Vicenza. “Solo per fare qualche esempio sulle attività svolte dal servizio di Psicologia – spiega la Cgil in una nota -, riteniamo che la valutazione dei cosiddetti fattori di rischio relativi alla possibilità di auto ed etero-lesività (nelle carceri vi è una percentuale di suicidi nove volte maggiore rispetto al resto della popolazione), così come percorsi finalizzati ad orientare i detenuti verso la legalità, anche attraverso misure alternative al carcere, rappresentino dei passaggi fondamentali. Passaggi che contribuiscono nel concreto a qualificare le nostre carceri come luoghi in cui la pena può dare luogo a veri percorsi di riabilitazione, rispondendo alle finalità di rieducazione che le sono più proprie e che sono state sancite dalla Costituzione”.

“A fronte – continua il sindacato – di un prossimo aumento della popolazione carceraria di Vicenza (da una media di 170 detenuti, con la messa a regime del nuovo padiglione, ve ne saranno altri 200), la Regione Veneto decide di sopprimere questo servizio, anziché potenziarlo. Riteniamo quindi sia dovere della Regione Veneto rivedere la propria scelta. Chiediamo alla politica e alle istituzioni di intervenire, ciascuna per la propria parte, affinché questo importante servizio, poco visibile ma delicato, venga non solo mantenuto, ma consolidato e implementato. Pena la perdita di un altro tassello fondamentale per un Paese che vuole essere attento alla dignità di tutte le persone”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *