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L'ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa

Ulss Pedemontana partita con il piede sbagliato?

Bassano del Grappa – “Quale vantaggio può derivare per i cittadini del bassanese dall’impoverimento dei servizi della ex azienda sanitaria dell’Alto Vicentino? Perché non favorire una equa distribuzione di servizi di qualità nei due presidi ospedalieri senza dimenticare l’ospedale della Comunità montana dell’Altopiano di Asiago? Perché i sindaci non alzano la voce per ribadire che ai cittadini non conviene che si costruiscano fratture e prevaricazioni per meri calcoli elettorali? Non è più conveniente ricordare che va tutelata e garantita la salute di tutta la cittadinanza della nuova azienda e che vanno rassicurati i quattromila operatori che in questa fase si trovano a vivere nella terra di nessuno?”

Sono queste le domande emerse dall’ultima riunione del coordinamento provinciale di Cittadinanzattiva, guidato da Lorenzo Signori, Alida Slaviero e Paola Carraro. “Domande che – scrivono i tre in una nota – sono in realtà un invito alla direzione regionale, alla direzione generale della nuova Azienda sanitaria Pedemontana e ai 60 sindaci coinvolti, affinché non si tralasci nessun provvedimento in grado di generare, negli operatori e nella cittadinanza, un clima di fiducia e collaborazione”.

“Ci stupisce – continuano gli esponenti di Cittadinanzattiva – come il mondo istituzionale non si renda conto che sta montando la preoccupazione per il destino dell’ospedale di Santorso e per la organizzazione dei servizi  territoriali della nuova azienda Ulss Pedemontana. Sollecitiamo, la direzione generale di questa Ulss e e la Conferenza dei sindaci dell’Alto Vicentino e di Bassano, a farsi  carico di questa complessa fase dell , sia per fugare i timori diffusi, sia per attenuare la sfiducia che interessa i singoli operatori e l’organizzazione dei servizi, con oggettive ricadute sulle prestazioni e sulla salute dei cittadini”.

“La nostra impressione –conclude la nota- è che prevalga la difesa di situazioni particolari invece degli interessi e dei diritti di tutta la cittadinanza. La salute è un bene che non può essere oggetto di scambio o di transazione a danno dei diritti e degli interessi della intera comunità”.

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