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Un momento dello spettacolo (Fonte foto: Facebook)
Un momento dello spettacolo (Fonte foto: Facebook)

Teatro gender, Donazzan: “Scuole informino genitori”

Vicenza – L’assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, torna a parlare dell’iniziativa di alcune scuole italiane di portare gli alunni a teatro a vedere lo spettacolo sul bambino transgender dal titolo “Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”. Un paio di settimane fa, l’assessore veneto aveva scritto al ministro dell’istruzione Valeria Fedeli per chiederle di non autorizzare le scuole a proporre lo spettacolo, che in Veneto è in calendario il 7 marzo al Teatro Astra di Vicenza e l’8 marzo a Mira, in provincia di Venezia.

“Il ministro Fedeli – ha spiegato oggi Donazzan riassumendo la risposta ricevuta – ci informa che il Miur non è stato coinvolto nella realizzazione dello spettacolo Fa’afafine e non ha avuto alcun ruolo nella promozione a scuola dell’iniziativa. Inoltre chiarisce che, nel rispetto delle norme dell’autonomia scolastica, solo le singole scuole possono stabilire l’opportunità di partecipare agli spettacoli teatrali, che rientrano nelle attività extracurricolari inserite nel Piano triennale dell’offerta formativa. La partecipazione degli studenti agli stessi è dunque considerata facoltativa e prevede il consenso dei genitori che possono astenere i figli in caso di non accettazione”.

“A fronte delle parole della titolare del ministero per l’istruzione – ha continuato – ritengo necessario accendere i riflettori sull’obbligatorietà degli istituti scolastici di informare i genitori sui contenuti di tutte le attività extracurricolari, e a mio avviso non solo, a cui prendono parte i loro figli. Sono infatti certa che se molti papà e mamme fossero al corrente della portata dell’iniziativa, non autorizzerebbero i docenti a condurre i loro bambini ad uno spettacolo che veicola e legittima l’ideologia gender, quella per cui nascere biologicamente maschi e femmine non avrebbe niente a che vedere con la nostra vera sessualità, che invece può essere scelta, cambiata, modellata e riformulata a piacimento senza alcun punto di riferimento oggettivo. Uno spettacolo, come ho già ribadito in più occasioni, che rischia di rivelarsi una vera e propria violenza psicologica nel periodo di particolare fragilità e confusione dei ragazzi”.

“Metterò in campo, sulla base delle mie competenze – ha concluso l’assessore – tutte le azioni necessarie per monitorare l’obbligo secondo il quale le scuole devono informare i genitori sui contenuti delle attività a cui partecipano gli studenti. Vigilare non è solo un’azione da intraprendere, ma un atteggiamento da coltivare per evitare che a rimetterci siano i più giovani”.

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