San Germano dei Berici
San Germano dei Berici

Sì alla fusione tra Grancona e San Germano dei Berici

Grancona – Gli abitanti di Grancona e di San Germano dei Berici hanno detto sì alla fusione. E l’hanno fatto a gran voce. L’84,5% dei 1.123 aventi diritto che si sono presentati alle urne (su un totale di 2.500) ha infatti espresso un parere positivo al referendum consultivo di domanica 5 febbraio che aveva come argomento proprio l’unione dei due comuni vicentini in una nuova entità amministrativa, che prenderà il nome di “Val Liona”. Sono attesi, entro qualche giorno, i dati definitivi dall’ufficio provinciale per il referendum presso il Tribunale di Vicenza e dall’ufficio centrale per il referendum presso la Corte d’appello di Venezia. Il Consiglio regionale, una volta acquisiti questi dati, provvederà all’approvazione del progetto di legge di fusione dei due Comuni.

Il risultato della consultazione è stato accolto con soddisfazione dal vicepresidente del Veneto, Gianluca Forcolin. “La Regione – ha infatti sottolineato – ha avviato un percorso di riordino territoriale che pone al centro la promozione e l’incentivazione delle gestioni associate dei comuni e in particolare delle fusioni. Un percorso che non vuole rappresentare una forma di imposizione, ma che prevede la massima condivisione con il territorio, partendo dall’iniziativa delle amministrazioni comunali fino ad arrivare, attraverso la consultazione referendaria, a dar voce ai singoli cittadini”.

“E’ diventato un nostro obiettivo strategico – ha concluso – sostenere sul territorio iniziative come le fusioni, che hanno per obiettivi lo sviluppo integrato e l’ottimizzazione dell’organizzazione istituzionale, in un contesto nazionale sempre più caratterizzato da tagli dei trasferimenti erariali e da una riduzione della spesa pubblica. Da tempo la Regione è impegnata a mettere in luce quanto possano essere convenienti le forme di aggregazione tra Comuni, nell’ottica del risparmio, ma soprattutto di una maggiore efficienza”.

Per completezza, tornando all’esito del referendum, 173 cittadini, il 15,4% di quanti hanno votato, hanno messo una croce sul no, manifestando così la loro contrarietà alla fusione. Una sola scheda bianca registrata, due, invece, le nulle.

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