Scalata A4, Apindustria: non un bene per il territorio

Vicenza – Il tentativo del colosso spagnolo Abertis di raggiungere il controllo totale di A4 Holding attraverso l’acquisto “a prezzi di saldo” delle azioni in mano, tra gli altri, anche a Comune, Provincia e Camera di Commercio di Vicenza, mette in allarme le imprese manifatturiere del vicentino, che intervengono oggi attraverso il presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin.

“Il timore – spiega il presidente di Apindustria berica –, peraltro confermato dalle dichiarazioni seguite alla recente acquisizione delle quote da Gavio e Mantovani, è che la gestione di A4 e A31 diventi puramente orientata al profitto per gli azionisti, tralasciando gli interessi del territorio. Ci sono in particolare opere pubbliche di importanza strategica, in parte già finanziate, che potrebbero venire rimesse in discussione, anche se va dato atto ad Achille Variati di essersi mosso per chiedere, in caso di cessione, adeguate garanzie sul rispetto del piano di interventi”.

“Non si possono biasimare gli amministratori – continua Lorenzin – perché cercano di fare cassa in una situazione di enorme difficoltà degli enti territoriali a causa dei vincoli imposti dallo Stato. Tuttavia, va detto con forza che non è vendendo, o svendendo, i gioielli di famiglia che gli enti locali riusciranno a risolvere i loro problemi. Ad ulteriore discolpa va detto che gli enti si trovano a dover fare i conti con la Legge Madia che, in alcune circostanze, di fatto obbliga a dismettere le partecipazioni per non incorrere nelle ire della Corte dei Conti. Riteniamo che l’allarme lanciato da Variati al presidente Mattarella sia il vero cuore della faccenda”.

“Nel contesto attuale – conclude Lorenzin – anche alle amministrazioni virtuose sono in difficoltà ad ottemperare ai livelli minimi di servizio al proprio territorio, figuriamoci se ci sono le condizioni per fare Politica e Pianificazione territoriale. La situazione attuale vede, come spesso è accaduto nel passato, buoni e cattivi sulla stessa riga, con il risultato che anche i territori con Enti in equilibrio si trovano a dover abdicare al proprio dovere di governare lo sviluppo del territorio. Auspichiamo che la parte pubblica rimetta in discussione questo processo di smantellamento progressivo prima che sia troppo tardi”.

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