Sanità, Nursind: “Manca personale alla Ulss Berica”

Vicenza – Ci sarebbe una grave carenza di personale, soprattutto infermieristico, nella sanità berica. Lo denuncia il Nursind, il sindacato autonomo degli infermieri, segnalando un situazione in particolare ad Arzignano, e più in generale, un lavoro caratterizzato da turni stressanti, l’ assenza di programmazione ed un aumento del rischio professionale per gli infermieri. In questo quadro, sottolinea il sindacato i servizi ed i lavoratori ne risentono pesantemente.

“Manca, da maggio 2016, data dell’ultimo bando di concorso per gli infermieri – spiega il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega –, una graduatoria propria e la prima prova del concorso che si concluderà in estate è prevista per lunedì 13 febbraio a Padova. La ripresa da parte della Regione Veneto del sistema autorizzatorio delle assunzioni, di fatto serve solo a procrastinare di qualche mese la copertura del posto, garantendo un ulteriore risparmio di spesa, ma anche un monte ore straordinario non pagato di diversi milioni di euro e giorni di ferie arretrati”.

A farne le spese, quindi, sarebbe il personale, in termini economici, ed il cittadino, che usufruirà di un servizio più carente. “Il Nursind, in rappresentanza di migliaia di professionisti sanitari – sottolinea Bottega – ritiene doveroso informare cittadinanza e forze politiche locali e regionali che diversi servizi non sono più in grado di garantire assistenza sicura e di qualità. La sicurezza, in capo al singolo professionista, è ulteriormente minata da un’organizzazione dei servizi che si regge su richiami in servizio, sospensione delle ferie ed orario straordinario”.

Ed a fronte di questo sono quotidiane le lamentele che i cittadini rivolgono agli infermieri ed al Nursind per mancata assistenza ai loro familiari ricoverati. I lavoratori sono un bersaglio facile, ma le lamentele dovrebbero essere rivolte altrove, perché oggi l’infermiere è chiamato a compiere scelte di priorità non per colpa propria, ma per limiti di organico che dipendono dall’azienda, dalla Regione. La situazione riguarda l’intera provincia dato che vi sono carenze di personale si registrano in medicina a Vicenza e Noventa Vicentina, in cardiochirurgia e chirurgia vascolare e in rianimazione a Vicenza e, soprattutto, ad Arzignano.

“Ed è proprio ad Arzignano che la situazione è insostenibile – sottolinea il segretario del Nursind – . Gli infermieri sono chiamati a violare il rispetto delle norme sull’orario di lavoro ed i carichi di  sono sempre più pesanti, anche a causa dei picchi di ricoveri dovuti al riacutizzarsi di malattie croniche stagionali, come l’influenza. È mancata del tutto la programmazione, nonostante si faccia un gran dire di prevenzione. È inconcepibile, infatti, che una struttura sanitaria a fine autunno promuova campagne vaccinali per limitare le malattie invernali e non programmi il fabbisogno personale per gestire il surplus di accessi e le assenze per malattia del personale che, notoriamente, non è immune, nonostante i vaccini”.

“I problemi aumentano – conclude Bottega –, mentre le risorse a disposizione calano, per alimentare una macchina fatta di burocrazia e poltrone da continuare a garantire. La fusione delle Ulss non ha contribuito a risolvere la carenza di personale. La disponibilità di spesa in tale capitolo, infatti è ulteriormente diminuita per finanziare l’azienda zero. Ed i relativi oneri vengono riversati su lavoratori e cittadini, che si vedono diminuire i servizi. La politica faccia sentire la propria voce, se ha davvero a cuore la dignità della persona che soffre e dei lavoratori. La sanità non è solo spesa, ma garanzia di servizi e di vita per tutti”.

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