San Germano, ok a fusione Cvs – Polesine Acque

San Germano dei Berici – Un’altra fusione in vista per San Germano dei Berici. Questa volta, però, il territorio comunale non subirà alcuna modifica. Il consiglio comunale ha infatti approvato una delibera in favore del progetto di aggregazione tra il gestore del servizio idrico integrato Centro Veneto Servizi (Cvs) e Polesine Acque, gestore idrico rodigino. Questa fusione è stata accolta positivamente anche da Megliadino San Fidenzio, in provincia di Padova e da Canaro (Rovigo), i primi comuni delle rispettive province a dare il via libera all’unione.

In questi giorni la delibera per la fusione dei due gestori idrici ha iniziato il suo percorso di approvazione, che vedrà coinvolte ben 111 amministrazioni comunali, vale a dire i 49 Comuni padovani e i 10 vicentini che compongono il territorio di CVS e i 52 delle province di Rovigo, Venezia e Verona che fanno parte di Polesine Acque. L’aggregazione permetterà una creazione di valore pari a 23 milioni di euro, in termini di economie di scala e di razionalizzazioni dei costi. Un beneficio che ricadrà direttamente sui cittadini, perché l’obiettivo è quello di contenere la tariffa, oltre a migliorare il servizio agli utenti e a realizzare tutti gli investimenti previsti per ciascun ambito.

“Lo scorso 18 gennaio – evidenzia una nota del Centro Veneto Servizi – il perito nominato dal Tribunale di Padova ha depositato la sua perizia che attesta la regolarità del progetto di fusione presentato al Registro Imprese di Padova e di Rovigo il 28 ottobre 2016. Il calendario dell’operazione di fusione prevede, a partire dalla data del deposito della perizia, 45 giorni di tempo perché i Comuni procedano con la votazione delle delibere consiliari di approvazione. A seguire si terranno le assemblee straordinarie per l’approvazione del progetto di fusione da parte di entrambe le società, per poi procedere, entro maggio, all’atto notarile di fusione, che darà il via alla nuova società”.

“I primi Comuni dei due territori rappresentati in CVS – ha commentato il presidente, Giuseppe Mossa – la bassa padovana e il vicentino, e il primo dell’area di Polesine Acque si sono pronunciati a favore. È un segnale positivo, dimostra che i Comuni stanno riconoscendo il valore dell’operazione di aggregazione. Un’operazione che va nella direzione dettata da tutte le normative, ma che nasce dal basso e non dall’alto. Gli accorpamenti, infatti, se non nascono spontaneamente saranno poi imposti per legge: nel nostro caso invece il matrimonio lo decidono gli stessi protagonisti, con lo scopo di creare valore e mantenere una gestione pubblica del bene comune acqua”.

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