Arte, Cultura e Spettacoli

Prosa, “Vergine Madre” al Comunale di Vicenza

Vicenza – Prosegue la stagione di prosa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, con la sua declinazione rigorosamente al femminile. Il prossimo appuntamento, in programma per giovedì 23 febbraio, alle 20.45,  è lo spettacolo Vergine Madre, di e con Lucilla Giagnoni, con sottotitolo “Canti, commenti e racconti di un’anima in cerca di salvezza”, tratto dalla Divina Commedia di Dante. Lo spettacolo andrà in scena, come dicevamo, nella sala del Ridotto, come unica data in Veneto. Fa parte di un progetto di Lucilla Giagnoni, assieme Big Bang (il racconto della creazione) e Apocalisse (il racconto della fine) della cosiddetta Trilogia della spiritualità, ed è sicuramente il lavoro che meglio rappresenta questa attrice ed autrice.

“Vergine madre” è stato mandato in onda da Rai 2 ed ha vinto il premio Persefone 2007 come miglior spettacolo teatrale in televisione. In esso la Giagnoni si avvale della collaborazione ai testi di Marta Pastorino, delle musiche originali di Paolo Pizzimenti, delle scene e luci di Lucio Diana e Massimo Violato. E’ una produzione Fondazione Tpe Teatro Piemonte Europa. Lo spettacolo si svolge come monologo ispirato alla Commedia dantesca.

“Il titolo stesso – si legge nella presentazione – è un omaggio all’ultimo canto del Paradiso e al paradosso che propone, l’invocazione a Maria fatta da San Bernardo nella sua preghiera, nella quale la invoca come la più alta e la più umile di tutte le creature, colei che ha nobilitato la natura umana a tal punto che Dio non ha disdegnato di incarnarsi nell’umano. Nel suo spettacolo Lucilla Giagnoni racconta sei Canti della Divina Commedia, con i suoi personaggi e i suoi temi, e lo fa a tratti cantando: il viaggio (Il primo Canto dell’Inferno), la donna (Francesca da Rimini, il quinto Canto dell’Inferno), l’uomo (Ulisse, il ventiseiesimo Canto dell’Inferno), il padre (Ugolino, il trentatreesimo Canto dell’Inferno), la bambina (Piccarda, il terzo Canto del Paradiso), la madre (Vergine Madre, il trentatreesimo Canto del Paradiso)”.

“La Commedia dantesca diventa così una strada costeggiata da figure parentali e quello che si compone è il disegno di una famiglia. I canti non vengono spiegati, ma raccontati anche con parole incantatorie, parole taumaturgiche, rituali, in un teatro a tratti lirico, di cui Lucilla Giagnoni, formatasi come attrice alla bottega di Gassman e al Laboratorio teatro settimo diretto da Gabriele Vacis, è sicuramente una grande e potente interprete. Le parole, ci ricorda l’autrice, sono ripetute eternamente, proprio come le preghiere. In scena, dalla lettura dei canti scaturiscono tante storie: il lato oscuro di Ulisse, l’aspetto meraviglioso e terribile del padre, la santità dei bambini, la lussuria di tutte le donne, la grandezza della madre”. Biglietti (ne restano pochi) anche online sul sito www.tcvi.it.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button