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Popolare Vicenza, Uilca: “La horror story continua”

Vicenza – “Due banche che erano praticamente fallite e che sono ancora adesso in situazioni disastrose. Noi presentiamo un piano, con il supporto della Bce, in cui facciamo due ristrutturazioni, due clean up totali, una fusione e la portiamo in tre anni ad avere dei ratio che saranno i migliori d’Italia: lo considero un gigantesco successo (…) Atlante si è comprata le banche venete con numeri che erano da libro dei sogni. Quello che abbiamo trovato in parecchie situazioni, scava scava, è una horror story”.

Sono parole pronunciate ieri, ad un convegno, a Milano, da Alessandro Penati, presidente della società Quaestio, che controlla il Fondo Atlante, a sua volta proprietario delle due banche popolari venete la cui crisi ha tanto fatto discutere negli ultimi anno, ovvero Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Sicuramente si può parlare di horror story per quanto riguarda la situazione delle migliaia di piccoli soci che hanno visto azzerati i loro risparmio nel crollo delle azioni dei due istituiti.

Le parole di Penati non sono invece piaciute a chi nelle due banche lavora, quantomeno è così per il coordinamento Gruppo Banca Popolare di Vicenza del sindacato Uilca che ha diffuso oggi una nota in risposta alle parole del manager. “Ci sembra quanto meno stucchevole – scrive la Uilca – intervenire ancora una volta su quanto è successo nel passato e che ha portato la nostra banca nell’attuale situazione. Ma chiediamo rispetto per i dipendenti che, da oltre un anno, subiscono un clima di tensione quotidiano con clienti e soci, opinione pubblica e media. Prima di rilasciare improvvide dichiarazioni in pubblico, da maestrino dalla penna rossa, non sarebbe opportuno parlare con i lavoratori attraverso i loro rappresentanti?”

La Uilca prosegue ricordando come da ormai un anno essa chieda un piano Industriale serio, capace di garantire un futuro alla Banca Popolare di Vicenza e a chi ci lavora. “Invece – sottolineano i sindacalisti – ogni giorno si fanno annunci di ogni sorta, spesso fuorvianti e fuori luogo, ma nessuno sembra far caso a quei 1500 dipendenti che, essendo anche loro soci, hanno perduto il loro risparmio e quello delle loro famiglie. Le parole sono troppe ed i fatti troppo pochi: in un momento in cui l’offerta transattiva per i soci può segnare il destino del nostro gruppo, si pensa di partire con la nuova Mifid, creando non pochi problemi all’operatività della filiale. Le altre banche non sono partite con tale procedura: perché solo noi e proprio adesso?”

“L’horror story, caro Penati – si legga a conclusione della nota -, è lo stipendio che è stato riconosciuto al precedente amministratore delegato Iorio e alla sua squadra! E non vorremmo ricordare che il Cda da lei nominato, l’ha confermato con pieni poteri. E che siamo una banca che si appresta ad una fusione da mission impossible senza un capo del personale insediato. I milioni di euro dello Iorio’s horror picture show potevano essere utilizzati per premiare chi veramente lavora per dare un futuro a questa banca, per chi crede in un futuro. Servono meno parole e più fatti concreti”.

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