Pfas, preoccupazione per i lavoratori Miteni

Venezia – Monta sempre più in Veneto la preoccupazione per gli effetti sulla salute, anche a lungo termine, per l’esposizione all’inquinamento da Pfas. Un inquinamento che, come è noto, ha riguardato soprattutto la falda idrica, l’acqua potabile insomma, almeno fino al 2013, anno in cui il problema si è reso evidente e negli acquedotti si è cominciato ad usare i filtri a carboni attivi. Prima di allora, però, per decenni, nell’ovest e nel basso vicentino, ma anche in parti delle provincie di Padova e Verona, si è bevuto acqua con presenze anomale di sostanze perfluoroalchiliche. E come è stato ribadito nel simposio scientifico internazionale che si è tenuto a Venezia nei giorni scorsi, su iniziativa della Regione Veneto, le conseguenze ci sono e sono ben visibili.

Come abbiamo detto nei giorni scorsi, particolare preoccupazione c’è per la presenza di Pfas nel sangue anche di adolescenti, in una percentuale di 64 nanogrammi per grammo, contro una media di 2-3 nanogrammi presente nelle persone monitorate al di fuori dell’area dell’inquinamento. Considerando che questi ragazzi bevono acqua pulita dal 2013, il fatto che la percentuale di Pfas nel loro sangue sia ancora alta dimostra che la persistenza queste sostanze è superiore al previsto. “Alcune evidenze – è stato detto nel simposio – sono emerse nella valutazione complessiva delle gravidanze dal 2003 al 2015, con un aumento delle gestosi, del diabete gravidico e dei bimbi nati più piccoli in proporzione all’età gestionale, dato quest’ultimo scomparso a partire dal 2013”.

E poi ci sono i lavoratori della Miteni, l’azienda di Trissino sotto accusa per aver sversato queste sostanze nelle acque. Nel loro organismo sarebbero state trovate concentrazioni di Pfas molto alte e secondo uno studio degli scienziati Paolo Girardi ed Enzo Merler per il Servizio epidemiologico regionale vi sarebbe una sovramortalità e casi di malattie collegabili all’esposizione a Pfas, in particolare di diabete, ipertensione, colesterolemia, ischemie. L’azienda da parte sua contesta questo studio e le sue e conclusioni. Noi, come sempre, siamo in mezzo…

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