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Autoanalisi sui Pfas

Pfas, Miteni contro Regione: “Studio inattendibile”

“Questo studio presenta dati del tutto inutilizzabili, a causa di numerose carenze metodologiche, e qualsiasi conclusione tratta dai dati presentati in questo documento non è ragionevolmente sostenibile. Anzi, se una conclusione può essere tratta è che non ci sono differenze fra le diverse aree considerate”.

Sono parole contenute in una valutazione e commento su uno studio eseguito dal Registro nascita Coordinamento malattie rare della Regione Veneto, dal titolo “Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)”. A firmare questo commento è uno studioso, esperto tossicologo, Angelo Moretto, docente dell’università di Milano. A farcelo pervenire invece è stata la Miteni, che come tutti sanno è l’azienda ritenuta responsabile dell’inquinamento da Pfas nella nostra provincia ed in varie altre zone limitrofe.

Il professore conclude il suo commento, che il lettore può travore in questa pagina in forma integrale, sottolineando che esso “si presenta come una raccolta poco ordinata di dati, che non sono stati analizzati adeguatamente e dai quali sono state tratte delle conclusioni arbitrarie che non trovano alcun fondamento né nei dati presentati, né nei dati di letteratura. Solo una adeguata analisi statistica dei dati, con controllo di tutti i fattori di confondimento e per l’effetto dei confronti multipli potrà dare delle risposte affidabili”.

“Qualora, fatta questa analisi – aggiunge il professore nelle sue conclusioni -, si identificassero degli effetti nelle zone di interesse (rossa e grigia) potrebbe essere ragionevole procedere a valutazioni individuali compreso il biomonitoraggio. Solo con queste premesse l’impegno di risorse economiche e umane avrebbe senso. Occorre inoltre menzionare che trarre conclusioni affrettate e non giustificate dai dati crea ansia e indebite preoccupazioni nella popolazione interessata”.

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