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Lavoratori Miteni, firmato l'accordo per la Cigs

Pfas, la Regione non si scordi dei dipendenti Miteni

“Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Vicenza fanno proprio l’appello dei Rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (Rls) della Miteni di Trissino. Il Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) predisposto dalla Regione Veneto nei confronti della popolazione residente nella cosiddetta zona rossa dei 21 comuni a rischio, infatti, non ha tenuto in considerazione i circa 120 lavoratori e lavoratrici della Miteni di Trissino”.

Sindacati dunque attenti e non certo disponibili a sorvolare su una questione delicata come la salute sul luogo di lavoro, e certamente coloro che hanno lavorato per anni in quella aziende devono far parte del monitoraggio sull’esposizione ai Pfas. A firmare la nota congiunta dei sindacati sono i segretari provinciali della categoria interessata, ovvero Verena Reccardini, Alessandra De Cao e Igor Bonatesta.

“Riteniamo necessario – scrivono – che proprio chi ha vissuto per anni ogni giorno all’interno della ditta debba essere sottoposto ai controlli del Servizio sanitario regionale, per meglio valutare gli effetti dell’esposizione a Pfas, così come il piano stesso riporta tra i propri obiettivi. Riteniamo infatti che i dipendenti pur essendo sottoposti ai controlli aziendali, vadano compresi in un Piano regionale che si prefigga concretamente la presa in carico della popolazione esposta, alla quale si debbono aggiungere gli ex dipendenti”.

“Riteniamo che i dipendenti e gli ex dipendenti Miteni – continuano i sindacalisti -, anche se non residenti nei comuni della zona rossa, meritino l’attenzione del Servizio sanitario regionale e, in assenza di risposte certe, siamo pronti a manifestare dinanzi al palazzo della Regione insieme a tutti i lavoratori ed ex lavoratori della Miteni per farne sentire la voce, finora sommersa dalle parole di chi troppo spesso ne ha parlato come fossero numeri e non persone con storie, famiglie e una sola salute”.

“Come sindacato poi – concludono -, non possiamo tacere la preoccupazione che gli stessi stanno vivendo, vuoi per l’incertezza del loro futuro lavorativo, vuoi per una scelta incomprensibile da parte dell’azienda che, di fronte alla necessità d’investiementi concreti, assume un atteggiamento di ostilità fino ad arrivare alla disdetta di tutte gli accordi e le prassi aziendali. Questo, contravvenendo non solo ad una storica e consolidata prassi di relazioni sindacali che hanno consetito di affrontare e superare molte difficoltà, ma anche contro i principi delle buone relazioni sindacali previste dal contratto nazionale di lavoro”.

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