Da sinistra Possamai, Peroni e Mirijello
Da sinistra Possamai, Peroni e Mirijello

Pd Vicenza: “Necessario rafforzare la sicurezza”

Vicenza – Quello della sicurezza è un tema sempre attuale e davvero molto sentito. Secondo il Partito Democratico del capoluogo berico, a Vicenza la situazione sarebbe tutt’altro che tranquilla. Una considerazione, questa, che è collegata ad un’analisi condotta sul tema proprio dal Pd vicentino. Il documento che è stato elaborato prende in considerazione principalmente due questioni: il terrorismo e la cosiddetta criminalità comune. Per quanto riguarda il primo aspetto, lo studio redatto sottolinea come a Vicenza, considerata anche la presenza delle basi militari americane, di un villaggio con civili e militari statunitensi e del Coespu, la possibilità di un attentato terroristico in città non sia remota e non vada sottovalutata.

“Da un calcolo su dati ufficiali che si possono ricavare dalla situazione esistente – ha spiegato il segretario del circolo 5 del Pd a Vicenza, Marco Mirijello, sintetizzando quanto riportato nell’analisi – , si stima che, in caso di un atto terroristico, le forze di prima reazione in campo sarebbero composte da una quindicina di operatori. Questo numero insufficiente è legato soprattutto ad una diminuzione degli organici. La situazione, per noi, è davvero preoccupante”.

Per quanto riguarda, poi, la criminalità comune, oltre a quella locale, esistono vari gruppi di criminalità straniera (nordafricana, nigeriana, albanese, dell’Est Europa, cinese), ognuno dedito a specifici settori criminosi (spaccio, sfruttamento della prostituzione, traffico di armi, reati di natura predatoria, frodi informatiche, immigrazione clandestina…). Non va tralasciato, poi, l’aspetto delle babygang, che comincia a notarsi sul territorio. Ne è un esempio l’episodio della maxi rissa in piazza Matteotti di qualche settimana fa. Inoltre anche a Vicenza è presente una criminalità mafiosa stabile. Insomma, non certo una situazione da tranquilla provincia del Nord Est.

Il quadro appena descritto appare ancora più problematico se si dà un’occhiata alla situazione delle forze dell’ordine. In Questura, solo per fare un esempio, sarebbero in servizio 230 agenti, vale a dire più del 30% in meno rispetto a quelli previsti dalla pianta organica datata 1989, periodo nel quale, tra l’altro, c’erano problemi di sicurezza di tipo diverso rispetto a quelli attuali. Anche il reparto di polizia penitenziaria non sarebbe adeguato visto che dovrebbe contare 197 unità, mentre invece ne ha in forza 152.

“Chiediamo al sindaco Achille Variati e ai nostri parlamentari – ha sottolineato Enrico Peroni segretario cittadino del Pd,  – che questa grave situazione venga rappresentata al Ministro dell’interno e al Ministro della giustizia, così da approntare degli interventi per il rafforzamento della sicurezza. A nostro parere questi dovrebbero riguardare l’organico e le donazioni tecniche della Questura e della polizia ferroviaria, tra l’altro declassata da sezione a sottosezione, l’organico della sezione della polizia stradale, il mantenimento e il potenziamento della sezione della polizia postale e, infine, l’organico del personale della polizia penitenziaria”.

“Nel settore della sicurezza, più che in altri, – ha quindi concluso il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Giacomo Possamai – lo Stato deve tornare a fare lo Stato. Per troppi anni nel nostro Paese la confusione tra i livelli amministrativi e operativi della cosa pubblica ha consentito delle sacche di inefficienza e il rimpallo di responsabilità. La mozione che abbiamo presentato due settimane fa e il documento di oggi provano a ristabilire i compiti per ciascuno. La sicurezza dei cittadini è una competenza statale lo stato, a nostro parere, dovrebbe fare di più”.

Ilaria Martini

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