Il Monte Cero visto dal Monte Cinto - Foto Rics1299 (CC BY-SA 3.0)
Il Monte Cero visto dal Monte Cinto - Foto Rics1299 (CC BY-SA 3.0)

Parco Colli, M5S: “Bene il No al progetto Berlato”

Venezia – “Era prevedibile che l’arroganza fuori misura mostrata da Berlato nello svolgimento del suo mandato, in particolare riguardo la delicata questione del Parco Colli Euganei ma non solo, avrebbe suscitato lo sdegno oltre che dei cittadini, anche dei rappresentanti istituzionali della sua stessa maggioranza. Sindaci e consiglieri del suo schieramento finalmente sono usciti allo scoperto rigettando al mittente il folle progetto di ridisegnare i confini del Parco per favorire la lobby dei cacciatori. Ci rallegriamo di questa assunzione di responsabilità. Ma se i sindaci del territorio e i vari esponenti politici che oggi criticano l’operato del consigliere di Fratelli d’Italia ci avessero dato retta, quando come Movimento 5 Stelle a fianco delle associazioni ambientaliste denunciavamo sin dal primo momento l’operato dell’assessore, probabilmente oggi staremmo un passo avanti nella gestione di questa vicenda, che rischiava di degenerare provocando danni irreversibili”

Intervengono così, la consigliera regionale Bartelle e la deputata Silvia Benedetti, a commento delle dichiarazione di Sergio Berlato, consigliere regionale veneto di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale, che come ricordano le due esponenti del Movimento Cinque Stelle, “ha minacciato di tagliare i fondi ai sindaci qualora avessero respinto la proposta di ridefinire i confini del Parco Colli”.

“Lo diciamo da sempre – ricordato Patrizia Bartelle -, che questa maggioranza è ostaggio dei voti gestiti da Berlato e dai suoi interessi lobbistici. Speriamo che da questo sussulto di orgoglio da parte dei sindaci, di molti consiglieri della Lega così come dell’assessore Corazzari, si apra la strada per rivedere a tutto tondo le politiche di tutela ambientale nel nostro territorio”.

“Oltre al merito della difesa del Parco e delle risorse preziose che vanta il nostro territorio – ha poi concluso la Benedetti -, che vanno tutelate e messe a valore, qui c’è anche un problema di fondo che attiene al ruolo istituzionale di chi governa. Diciamo a Berlato e ai suoi accoliti che quella del consiglio regionale non è in alcun modo una postazione di comando, ma lo spazio da cui tutelare i cittadini nella loro pluralità di vedute. Il pugno di ferro e la voce grossa dell’uomo al comando sono caratteristiche che rispediamo al mittente con la stessa fermezza con cui rispediamo al mittente il progetto pro cacciatori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *