Carta geografica dell'Istria, quando faceva parte del territorio italiano

Il Giorno del Ricordo nei comuni del vicentino

Schio – E’ fitto, nella nostra provincia, il calendario di eventi a celebrazione del Giorno del Ricordo che, come da legge istitutiva, si celebra ormai da vari anni, a livello nazionale, il 10 febbraio. Un po’ tutti comuni, almeno i principali, prevedono cerimonie pubbliche o iniziative di rievocazione e approfondimento storico sui tragici fatti che seguirono la fine della seconda guerra mondiale, a cominciare dalla tragedia delle foibe, profonde ed ampie cavità del terreno, nel Carso, dove furono gettate, talvolta ancora vive, migliaia di persone. E poi vi fu l’esilio forzato oltre 200 mila italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, dopo che a Yalta erano stati ridisegnati i confini d’Europa e quelle terre erano finite al di là della “cortina di ferro”.

Delle iniziative previste a Vicenza abbiamo già parlato nei giorni scorsi. Per quanto riguarda agli altri comuni della provincia, da segnalare che Schio allestirà, dal 13 al 24 febbraio, a palazzo Toaldi Capra, come lo scorso anno, le due mostre su pannelli che sono già state presentate in passato nelle scuole superiori della città. La prima mostra, dal titolo “Fascismo, foibe, esodo. Tragedia del confine orientale” è stata prodotta in dieci pannelli tematici, dalla Fondazione memoria della deportazione, è patrocinata dall’Anpi e sarà esposta nell’atrio del palazzo. L’altra, curata da Guido Rumici per l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è la “Mostra fotografica sul Giorno del Ricordo”. E’ distribuita su 24 pannelli, densi di informazioni ed illustrati anche a colori, con testi, riproduzioni fotografiche di documenti, di cartine e di molte foto d’epoca.

Per quanto riguarda invece Thiene, c’è da segnalare l’appuntamento di martedì 14 febbraio, al Teatro Comunale, dal titolo “La tragedia degli esuli giuliano fiumano dalmati, a settant’anni dal trattato di pace del 10 febbraio 1947 che li ha privati delle loro terre”. Vi sarà la proiezione di un video e l’intervento di Adriana Ivanov, docente, scrittrice e testimone. L’iniziativa è riservata agli studenti degli istituti superiori thienesi. Un altro momento di riflessione, questo aperto a tutti, sarò proposto poi venerdì 17 febbraio, all’auditorium Fonato, alle 15, Si tratta dell’incontro dal titolo “I confini dell’Europa, l’Europa dei confini: il confine orientale italiano e la ridefinizione dello spazio europeo tra Guerra Fredda e integrazione europea”. Il relatore sarà Francesco Privitera, docente di storia delle relazioni internazionali dell’Università di Bologna.

Spostiamoci quindi a Montecchio Maggiore , dove sabato 11 febbraio, alle 10.30, presso il monumento di via Martiri delle Foibe, sarà celebrata ricorrenza del Giorno del Ricordo con una cerimonia, organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Ci sarà la deposizione di una corona. A Bassano, infine, venerdì 10 febbraio in biblioteca civica, alle 17.30, lo storico Guido Franzinetti, docente di Storia dei territori europei all’università del Piemonte Orientale, parlerà de “Le riscoperte delle foibe”, sulla base di una completa e rigorosa indagine sul tema condotta negli archivi croati, sloveni, russi, italiani, statunitensi e britannici.

Un commento

  1. Francesco Avallone

    Sono nato a Fiume da genitori salernitani: mio padre prestava servizio presso la Questura dove collaborava con il Commissario Giovanni Palatucci, proseguendo un rapporto che era già iniziato a Genova, prima del loro trasferimento.
    La mia testimonianza intende rendere onore, innanzi tutto, proprio al Dr. Palatucci: un vero e proprio Eroe, le cui straordinarie benemerenze si vorrebbero mettere in dubbio, se non addirittura distruggere. In proposito, mi ha negativamente sorpreso un articolo sul “Corriere della Sera” del 21 giugno 2013, successivo di pochi giorni all’incontro mondiale dei fiumani tenutosi nella città liburnica. Ebbi modo di parlare con la redazione, ponendo in evidenza che sarebbe bastato intervenire a detta assise per reperire notizie vere e sicure su Palatucci, anziché riportare informazioni di seconda mano, e quindi opinabili.
    A seguito della mia protesta e di quelle altrui, dopo due giorni venne pubblicata una rettifica, ma soltanto parziale. Pertanto, sento il dovere di restituire alla figura del Commissario Palatucci tutti gli onori che gli sono dovuti.
    Ho vissuto a Fiume per sette anni, fra il 1938 ed il 1945: sostanzialmente, lo stesso periodo in cui vi prestò la propria opera il “Giusto fra le Nazioni” che risponde al Nome di Giovanni Palatucci. Ricordo che tante volte, alla sera, mio padre usciva con lui per organizzare il salvataggio di molte persone, in larga maggioranza di fede ebraica, destinandole ad altre città italiane dove poteva contare su riferimenti sicuri, e talvolta anche all’estero.
    L’episodio che ha cambiato radicalmente la mia vita e le sorti della mia famiglia ebbe luog

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