Fusione Aim-Agsm. Ferrarin (M5S): “E’ opportuna?”

Vicenza – “Dallo scorso mese di gennaio si sente parlare di una fusione tra la  vicentina Aim  e Agsm di Verona. Fin da subito il Movimento Cinque Stelle di Vicenza ha invitato il sindaco Variati a procedere con la massima cautela nella vicenda e, soprattutto, ad escludere l’ipotesi di quotazione in Borsa delle aziende. Da tempo girano notizie poco rassicuranti sulle difficoltà gestionali dell’azienda di Verona e delle sue partecipate: una conduzione aziendale non rispettosa delle regole e fortemente politicizzata”.

Sono parole di Daniele Ferrarin, consigliere comunale pentastellato a Vicenza, che sull’argomento era già intervenuto in gennaio, mettendo in guardia dal rischio di una quotazione in Borsa del nuovo soggetto che nascerebbe dalla fusione delle due società partecipate. Ferrarin aveva parlato di una parte di Aim che verrebbe ad essere privatizzata, cosa che lascia perplessi quando si parla di servizi essenziali per i cittadini, come quello energetico. Adesso invece il consigliere comunale prende in esame la stessa opportunità della fusione, sottolineando alcuni aspetti da chiarire in merito alla municipalizzata veronese.

“Dagli inizi nel 2011, infatti – riprende Ferrarin -, Agsm è stata sottoposta alla vigilanza dell’Autorità del garante per l’energia, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) e varie ispezioni sono state promosse al fine di verificare la correttezza gestionale della holdig e delle altre partecipate veronesi. Molte sono state le contestazioni mosse, tanto che nel febbraio scorso, sono state deliberate pesanti sanzioni contro Agsm distribuzione, Agsm Verona e Agsm energia, per un totale di 5,3 milioni di euro”.

“La linea tenuta dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, – continua Ferrarin – e dal presidente della stessa partecipata sulla questione della sanzione è patetica: ci hanno colpiti ingiustamente, hanno detto, forse perché siamo piccoli e i grandi del mercato ci vogliono fagocitare. Comunque hanno multato solo noi… Tra l’altro non si tratta di accanimento perché nel 2015 anche un’altra grande impresa del settore, la Edison, è stata multata per 4 milioni di euro. Ora chiediamo al sindaco Variati se questa sanzione sarà posta anche a carico dei cittadini di Vicenza, una volta attuata la fusione. Già, perché in Italia non paga chi sbaglia o chi non vigila, ma sempre e solo i cittadini. A questa domanda il sindaco deve rispondere, prima di avvallare un’operazione che già mostra pesanti criticità”.

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