Disabilità, il Veneto si attrezza per il “Dopo di noi”

Venezia – Il Veneto si prepara per attuare il ‘Dopo di noi’, vale a dire il primo provvedimento legislativo che riconosce specifiche tutele per le persone affette da disabilità, al momento della perdita dei genitori o dei familiari, sostegno indispensabile per la loro vita quotidiana. Attualmente sono più di  tremila i disabili gravi ospitati nelle 252 strutture residenziali del Veneto.

“D’intesa con le associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie – ha infatti spiegato l’assessore regionale ai servizi sociali, Manuela Lanzarin – abbiamo predisposto e inviato ai ministri competenti a Roma la proposta di programma regionale per attuare gli interventi ed i servizi previsti dalla legge che destina quest’anno al Veneto 7,2 milioni di euro ”.

“La Regione ha definito le linee guida per avviare e sostenere nel territorio progetti di vita indipendente e i percorsi di autonomia per i disabili gravi. Daremo priorità ad esperienze residenziali temporanee in appartamenti che riproducono le condizioni di una famiglia, a percorsi giornalieri di autonomia e a forme di sostegno per soluzioni domiciliari alternative ai grandi istituti e alle Rsa, coinvolgendo il terzo settore, le famiglie e i servizi sociali”.

La legge sul ‘Dopo di noi’, entrata in vigore il 25 giugno del 2016 per tutelare i diritti dei disabili gravi rimasti privi del sostegno familiare, disegna, per la prima volta in Italia, un piano di supporti per i disabili gravi, che sono privi di aiuti familiari. A beneficiarne saranno, in via prioritaria, quanti sono ospitati in strutture protette e sono rimasti senza rete parentale e i disabili senza mezzi economici, orfani o i cui genitori non sono più in grado di accudirli.

“La legge, nobile e avanzata negli obiettivi, in realtà – avverte Lanzarin – promette più di quanto poi riesca a mantenere. Con 90 milioni di dotazione finanziaria per tutto il territorio nazionale per il primo anno di applicazione, si potranno attivare risposte limitate. Il riparto tra Regioni assegna al Veneto 7,2 milioni quest’anno e un totale di 14,7 milioni di euro nel triennio. Una somma insufficiente per affrontare i problemi di tutte le persone con disabilità grave, rimaste senza il supporto della famiglia o che stanno perdendo il sostegno familiare”.

“Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere le associazioni e le forze vive e solidali dei diversi territori del Veneto per far decollare, in forma stabile e continuativa nel tempo, quelle esperienze di vita indipendente e di autonomia protetta che Ulss, comuni e reti associative stanno sperimentando con successo. Penso al co-housing, ai gruppi appartamento, ai supporti domiciliari per percorsi di normale quotidianità. Vogliamo garantire alle persone con disabilità la possibilità, nei limiti delle loro capacità, di scegliere la loro condizione di vita e di poter sviluppare relazioni e potenzialità di crescita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità