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Tornati nei negozi i cellulari Samsung sequestrati

Vicenza – Sono stati dissequestrati i tremila smartphone Samsung che erano stati sequestrati nei giorni scorsi in alcuni negozi di elettronica del vicentino per una contesa sul brevetto di una App rivendicato da una azienda del nostro territorio.

Già il sequestro fece un certo rumore, anche a livello nazionale. Ora altrettanto sta avvenendo per il suo contrario, ovvero il dissequestro e la conseguente restituzione dei cellulari ai negozi che si erano visti privare della merce dalla Guardia di Finanza, questo per una contesa che non riguardava loro ma solo la Samsung.

Il dissequestro della merce è stato deciso dal pubblico ministero berico Hans Roderich Blattner, che ha anche disposto la restituzione della merce, con l’esclusione di alcuni pezzi necessari per le perizie tecniche e, naturalmente, ferme restando le ragioni dell’indagine, che prosegue. Per quanto riguarda i commercianti coinvolti, si fa portavoce della loro soddisfazione l’avvocato Davide Rossi, direttore generale di Aires Confcommercio, l’associazione nazionale che raggruppa i quattro più grandi gruppi italiani della distribuzione dell’elettronica di consumo, presenti in modo significativo anche nel vicentino.

“Non è nuovo – ha ricordato l’avvocato – che la magistratura proceda ad un sequestro per motivi legati, come in questo caso, a contese sui brevetti , ma è una novità che un pubblico ministero si sia mosso così velocemente dando ascolto al disagio delle imprese. E’ doveroso quindi il nostro ringraziamento ad un magistrato che ha saputo coniugare le esigenze di una complessa azione giudiziaria penale con quelle di decine di negozi che rischiavano di subire un danno considerevole da questa contesa, senza esserne parte in causa”.

Soddisfazione anche negli uffici della Confcommercio provinciale di Vicenza, alla quale queste realtà sono associate “C’era il rischio – ha rilevato Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza, – che questi smartphone rimanessero a disposizione della magistratura per mesi e, trattandosi di oggetti per i quali il fattore tempo incide molto sulla dinamica dei prezzi, si capisce la preoccupazione dei negozi coinvolti”.

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