Eugenia Caldaro, ala della VelcoFin Vicenza
Eugenia Caldaro, ala della VelcoFin Vicenza

Basket, Velco a Pordenone. In forse Caldaro e Pieropan

Vicenza – Trasferta in Friuli, oggi, per la VelcoFin Vicenza, che alle 19 affronterà il Sistema Rosa Pordenone al PalaCrisafulli di via Fratelli Rosselli, nella gara in programma per la sesta giornata di ritorno del campionato di serie A2 di basket femminile. Il giovane gruppo arancioblù, guidato da coach Renato Nani, staziona nei bassifondi della classifica, a stretto contatto con la perigliosa zona play-out. Tre, infatti, i successi fin qui collezionati dalla formazione satellite di Venezia, contro i 14 di Vicenza, che occupa la seconda posizione nella graduatoria del girone B.

Per la VelcoFin, però, sarà fondamentale non farsi distrarre dalla presunta semplicità dell’impegno, considerato anche il fatto che al team di coach Aldo Corno i pensieri e i problemi davvero non mancano, complici la distorsione alla caviglia sinistra rimediata qualche giorno fa da Caldaro e la sindrome influenzale che ha costretto Pieropan al riposo forza per quasi tutta la settimana. E poi c’è il Sistema Rosa, che costituisce una vera e propria incognita alla voce “giocatrici”. Nonostante l’ampio roster allestito dalla dirigenza, infatti, la scelta della formazione soggiace spesso alle necessità della prima squadra, la Reyer, con inevitabili variazioni legate ad indisponibilità anche dell’ultima ora.

“Gestire due campionati non è impresa facile – ha spiegato, a questo proposito, Giuditta Nicolodi, che ha vissuto questa esperienza qualche anno fa – perché ti trovi a fare i conti con compagne di differente livello tecnico e fisico, con sistemi di gioco diversi e con impegni ravvicinati che costringono ad accorciare i tempi di recupero. Da una parte ci sono i vantaggi che derivano dall’allenarsi con la squadra di categoria maggiore e che dovrebbero permetterti di garantire un rendimento importante nel campionato inferiore, dall’altra non vanno trascurati stress e fatica che si accumulano rapidamente”.

“A conti fatti, comunque, – ha aggiunto – gli aspetti positivi superano quelli negativi: allenarsi con la serie A1 significa apprendere molto da giocatrici di esperienza e categoria e mettersi a confronto, soprattutto nel mio ruolo, con straniere spesso dalla grande fisicità e atletismo. Se, poi, riesci a immagazzinare e tradurre il tutto a beneficio dell’altro team, allora hai trovato la quadratura del cerchio”.

Dopo un lungo periodo di inattività per infortunio, nel Pordenone dovrebbe ritornare a disposizione Sara Madera, diciassettenne ala-centro, atleta che coniuga notevole fisicità a mani educate, che le permettono di distinguersi anche nel fondamentale del passaggio. Per il resto, come detto, c’è incertezza a proposito del roster che prenderà parte alla contesa di stasera. Della rosa fa parte Lorela Cubaj che, assieme a Castello e alla citata Madera, oppure a Dal Mas o alla lettone Gulbe, potrebbe erigere una vera e propria grande muraglia a protezione del canestro arancioblù. Assai nutrito è anche il settore esterne, che comprende le gemelle Togliani, le sorelle Destro, e la talentuosa Giovanna Smorto.

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